Per il buddismo, per Socrate e per altre tradizioni filosofiche, l’ignoranza è la radice della sofferenza nevrotica e non necessaria. L’ignoranza non è mancanza di specifiche conoscenze ( mancanza di erudizione colmabile con lo studio), ma fondamentalmente consiste nel credere di conoscere la verità, nel darsi ragione, nell’identificarsi nel proprio punto di vista, pensandolo valido in assoluto. L’ignoranza è fanatismo. Il fanatismo impedisce il dialogo, la conversazione amichevole, lo scambio di punti di vista, l’arricchimento reciproco. Il fanatismo impedisce l’empatia con l’altro che non condivida lo stesso tipo di fanatismo. Lo rende un oggetto degno di disprezzo e di odio. Un oggetto da allontanare o eliminare fisicamente o almeno moralmente.

pensiero magico

 

Alla radice dell’ignoranza troviamo il “pensiero magico”, un tipo di pensiero proiettivo e infantile, opposto a quello scientifico basato sulla ragione. Fanatici non sono solo i Talebani, i fondamentalisti islamici ecc. Lo siamo tutti noi quando, anziché ascoltare e dialogare con l’altro, discutiamo e cerchiamo di imporre la nostra ragione. Anche questi sono i semi della violenza che gettiamo nel mondo. Il pensiero magico è un tipo di pensiero non interessato alla verifica dei fatti ma proiettivo e autoreferenziale e quindi in assoluto dogmatico. Oggi siamo intrisi di pensiero magico, ci nuotiamo dentro, il razzismo è una conseguenza di questo tipo di pensiero, così come l’incomprensione tra individui, tra partner ecc. Molti sono convinti che i loro travagli emozionali dipendano da come gli altri si comportano nei loro confronti. Tu mi fai arrabbiare, tu mi fai paura, ti ho reso triste, mi sento in colpa perché ti ho fatto arrabbiare, sono tutte frasi comuni e frutto di un pensiero magico. In realtà nessuno può comportarsi in modo da essere causa delle specifiche emozioni che un’altra persona prova. Perché? Perché le emozioni non dipendono dagli eventi esterni ma dal significato che una persona attribuisce loro.

Mauro Scardovelli, Le superstizioni dei moderni: Dalla tirannia del pensiero magico alla libertà del metapensiero. – Aleph umanistica integrata