Esistono diversi modi di fare commercio e il “Social Commerce” è uno di questi. Quella che segue è una personale disamina su come il Social Commerce abbia preso così piede al punto che i social stessi si siano trasformati in una sorta di centri commerciali virtuali.

Mi rendo conto che ultimamente i social, Instagram in primis, hanno perso in maniera esponenziale la loro natura originaria o comunque l’elemento per cui erano stati concepiti, ovvero un “non luogo” dove gli utenti potessero scambiare idee, esperienze, eventi e perché no, magari fare anche amicizia.

Ad oggi i social si sono trasformati in una sorta di ipermercato dove si vende di tutto. Il che va benissimo, pubblicizzare i propri prodotti è una delle parti fondamentali di una società e i venditori sui social ci sono sempre stati. Ciò che però mi lascia stupita è vedere oggi la totale assenza di contenuti sia di vita che culturali. Si può scrollare per ore trovandosi di fronte venditori di ogni tipo, o idiozie in tutte le salse.

E se fino a qualche tempo fa la gran parte degli utenti cercava di comunicare pensieri (spesso copiati), semplici informazioni o anche solo momenti di vita, attualmente la gran parte si è trasformata in una sorta di “influencer” o di venditori in stile tiktok.

La pandemia ha segnato infatti una sorta di spartiacque nel mondo social, un prima e un dopo. La rete nel tempo delle “chiusure forzate” acquisisce una nuova dimensione e commercializzare sui social diviene così indispensabile per sopravvivere. Le massicce campagne pubblicitarie prendono così il sopravvento in un mondo che fino a qualche tempo prima era un semplice luogo di aggregazione virtuale e di scambi di esperienze e idee.

I balletti, i filtri di tiktok e la stessa intelligenza artificiale, danno un nuovo impulso anche ai piccoli venditori e mini influencer che lentamente iniziano a pubblicizzare i loro prodotti in maniera sempre più elaborata. A poco a poco i semplici contenuti di vita iniziano a venire meno e il “supermercato” prende il posto del vicino della porta accanto.

È giusto? È sbagliato? Chi può dirlo?

Personalmente ritengo che l’eccesso di truccatori e truccatrici, venditori di ogni tipo, influencer del nulla, stiano portando ad una sorta di alienazione dal mondo social. Le guerre che si combattono a suoni di follower e di visualizzazione, hanno fatto perdere quella genuinità originaria e questa è stata sostituita con contenuti complessi volti “semplicemente” a vendere un prodotto.

Se è vero (e lo è), che tutto ciò che ha un inizio ha anche una fine, i social subiranno prima o poi una nuova trasformazione, e forse i contenuti si mostreranno sempre più come “semplici contenitori” fino ad arrivare al “vuoto assoluto”.

La fuga nel “mondo terreno” potrebbe essere la naturale conseguenza di un mondo divenuto noioso all’inverosimile.

Oppure i social si trasformeranno in una sorta di Matrix dove noi tutti vivremo in una sorta di sogno (o incubo) ?

Ai posteri l’ardua sentenza! 😘

E tu cosa ne pensi?