Uno sguardo da dentro: la voce di una zia


L’esperienza con Francesca mi ha insegnato molto più di quanto avrei mai immaginato. Ho imparato che le persone con disabilità o bisogni speciali vengono spesso trattate come se fossero invisibili o, peggio, come un peso. Ma non lo sono. Sono figli e figlie, fratelli e sorelle, amici. Hanno nomi, personalità, sogni e difficoltà.

Margaret M. Mbungu

Giorni fa, ho ricevuto un link sul mio profilo WhatsApp: un libro in vendita su Amazon :“Francesca e i suoi silenzi parlati”. Un titolo che ha catturato subito la mia attenzione. In un primo momento non ho fatto caso all’autrice, ma poi, leggendo l’estratto, ho capito.

“Esiste un linguaggio più antico, fatto di presenze, di intuizioni, di emozioni condivise nel silenzio. Ed è lì che, giorno dopo giorno, abbiamo imparato a incontrarci.   Questo libro nasce da un’esigenza semplice e potente: dare voce a quei silenzi, renderli visibili a chi sa — o desidera — ascoltare oltre ciò che appare.

Così ho comprato e letto il libro di Margaret M. Mbungu, riavvolgendo il nastro della mia vita in un viaggio che conoscevo… ma che non avevo mai letto con queste parole.
Perché Francesca è mia nipote. È figlia di mia sorella Lina, una donna meravigliosa che abbiamo perso troppo presto. E Margaret, l’autrice del libro, è la donna a cui — forse — mia sorella, da lassù, ha scelto di affidare Francesca.
Così, inaspettatamente, oggi mi ritrovo a scrivere queste righe.
Perché questo non è solo un libro che ho letto: è un frammento di vita che conosco, che sento mio, che mi attraversa ancora.
È anche la mia storia.
Perché l’ho vissuta, perché mi ha cambiata, e perché, anche se da una posizione diversa, continuo a camminarci dentro ogni giorno.

Margaret racconta un percorso che parte da lontano: dal Kenya, da un convento lasciato alle spalle, da scelte difficili. Ma è a Sulmona, in una chiamata come tante, che il suo cammino incrocia quello di mio cognato Carlo e, soprattutto, quello di Francesca.

Non era un lavoro semplice.
Francesca non parla molto, ma comunica tutto. Ha un linguaggio proprio: fatto di gesti, di attese, di scrittura pilotata (che riserva solo a pochi), di sguardi che richiedono presenza assoluta.
E Margaret, con delicatezza, forza, e soprattutto con tanto amore, ha saputo entrare in quel mondo.
Prima da badante.
Poi da amica.
Poi da compagna di cammino.
E infine, da madre.

Il libro non è solo un racconto. È un atto d’amore.

Come zia, come donna, come essere umano, mi sento profondamente grata.
Le parole di Margaret hanno il peso delle vite vissute, ma anche la leggerezza di chi ha attraversato il dolore senza indurirsi. Ogni frase è come scolpita: essenziale, profonda, vera.
Parole che mi hanno commossa e che mi hanno permesso di entrare nel suo mondo, di comprendere cosa ha significato per lei vivere accanto a Francesca.


“Il mio tempo con Francesca non è stato solo un atto di cura. È stato un viaggio di apprendimento: imparare a essere paziente, ad amare incondizionatamente, a vedere il mondo con occhi diversi.
È stato capire che alcune battaglie si combattono in silenzio.
Che a volte portiamo il dolore non per noi stessi, ma per coloro che amiamo.
Ed è stato comprendere che la più grande lezione della vita non è come reagire alla crudeltà, ma come continuare a scegliere la gentilezza nonostante tutto.”

Questo libro parla anche per tanti altri Francesca.
Per tutte quelle anime silenziose che non trovano spazio nei racconti ufficiali, ma che ogni giorno ci insegnano cosa vuol dire amore paziente, presenza vera, ascolto senza condizioni.
Non chiedono pietà, né compassione.
Chiedono dignità, verità, connessione.
E leggere storie come questa ci permette di ricordare che l’umanità ha mille volti, e non sempre quelli che fanno rumore sono i più profondi.

Vi invito a leggerlo.
Non per guardare da fuori, ma per entrare in un mondo che insegna.
Perché non sempre servono parole per farsi capire.
E a volte, è proprio il silenzio a insegnarci la forma più pura dell’amore.


Rossella Tirimacco
(Zia di Francesca)


Il libro è disponibile qui: Margaret Mbungu “Francesca e i suoi silenzi parlati”

Un racconto vero, fatto di silenzi, amore e trasformazione.
Non è solo una lettura. È un incontro umano, tra culture, ferite e possibilità di rinascita.