“Ci sono momenti della vita in cui facciamo resistenza. Restiamo aggrappati a ciò che conosciamo, anche quando sentiamo che non può più restare.”
Gli ultimi giorni di gennaio, a partire dal 28, vengono chiamati i Giorni della Merla e sono considerati, secondo la tradizione, i più freddi dell’anno. Il folklore li lega a una leggenda che ha come protagonista, appunto, una merla.
In Abruzzo, però, esiste un’altra narrazione: la Vecchia che combatte la primavera.
Non è solo un racconto stagionale. È un simbolo.
Un’immagine che non parla soltanto del cambio delle stagioni o delle ultime morse di freddo prima che spuntino i primi bucaneve, ma anche di noi. La saggezza popolare, attraverso questi racconti, parlava del mondo interiore e delle paure umane. Così la Vecchia diventa la rappresentazione di quella parte di noi che fatica a lasciare andare, che teme il cambiamento, che resiste anche quando la vita chiede spazio.
Cosa dice, allora, “la Vecchia” dentro di noi?
Vi invito a leggere l’articolo riportato nel link in basso, perché parla di stagioni, sì, ma soprattutto di passaggi interiori.
Di inverni che sembrano non finire mai. E di primavere che arrivano solo quando accettiamo che qualcosa debba concludersi. Forse oggi più che mai abbiamo bisogno di ricordarlo: lasciar andare non significa perdere, ma permettere a qualcosa di nuovo di nascere. ![]()
Rossella Tirimacco
L’ULTIMO INVERNO DELLA VECCHIA E LA BATTAGLIA CONTRO LA PRIMAVERA

