Così come la natura si ritira nel silenzio dell’autunno, anche noi troviamo pace nel lasciare andare ciò che non serve, creando spazio per ciò che, in noi, aspetta di rinascere.

C’è stato un tempo in cui l’uomo era direttamente connesso con i ritmi della natura, un tempo in cui le stagioni avevano una forte valenza simbolica in cui l’uomo ne era interprete attraverso un linguaggio fatto di celebrazioni, riti e a volte…silenzi. La ciclicità del tempo era rappresentata da una ruota, e ogni suo spicchio racchiudeva una celebrazione che dava voce a un aspetto unico del ciclo vitale. Il 31 ottobre era un momento molto sentito in quel mondo oggi così lontano dal nostro modo di vivere, era infatti il cosiddetto “capodanno” conosciuto come il Samhain e successivamente, in epoche più recenti, rivisitato attraverso Halloween mentre nella cultura popolare con diverse denominazioni a seconda del territorio. La conclusione dell’anno agricolo chiudeva infatti “lo spicchio della ruota” i pagani accendevano il sacro fuoco, si festeggiava la notte più lunga del giorno, l’ultimo raccolto di mele, la fine di un anno pastorale e l’inizio, dalla metà oscura dell’anno. In questo giorno, l’uomo celebrava così il completamento di un ciclo e il ritorno al grembo silenzioso dell’inverno. Il mondo dei morti diviene parte integrante di un momento in cui la vita stessa, attraverso il “riposo” della natura sembra fermarsi.
Il mito di Proserpina, costretta a trascorrere sei mesi negli inferi con Ade, acquisisce così una dimensione simbolica in cui vita-morte sono due aspetti della stessa medaglia.


Come la natura si preparava al riposo, anche l’anima simbolicamente era invitata a fermarsi, a riflettere e a lasciar andare ciò che apparteneva all’anno passato, creando spazio per accogliere il nuovo con saggezza e rinnovata consapevolezza.
Ogni anno, la natura ci insegna infatti il potere della ciclicità fatto di nutrimento, crescita, fioritura e infine il ritiro. Un ritmo che noi abbiamo perduto, uniformandoci al tempo del correre e del marketing. Riconosciamo le stagioni non più dal “sentire della natura” ma dalle vetrine dei negozi, che anticipano le stagioni attraverso i loro prodotti. Ci si ritrova così in una realtà “mentale”, dove, già a luglio, i negozi propongono prodotti autunnali e scolastici; in autunno, esibiscono panettoni e palline di Natale; e subito dopo Capodanno si passa ai prodotti di Pasqua, e così via. Il nostro tempo interno riflette tutte le distorsioni di un ritmo accelerato e sfasato rispetto a quello naturale. La nostra percezione, più che allineata alla natura, finisce per seguire le vetrine e i prodotti commerciali, e la nevrosi che ne deriva diventa quasi fisiologica.


Imparare a riallinearsi “alla ruota” e alla natura stessa, significa riprendere a rispettare i nostri cicli di crescita e di riposo.”
Il ciclo naturale del Samhain, con la natura che si ferma e si spoglia delle foglie e si prepara per il riposo, invita così anche noi a “lasciar andare”, non solo dal punto di vista simbolico ma anche emotivo, ma ci chiede di liberarci di emozioni e pensieri che non servono più.
Imparare a riallinearsi “alla ruota” e alla natura stessa significa riprendere a rispettare i nostri cicli di crescita e di riposo. Il ciclo naturale del Samhain, con la natura che si ferma e si spoglia delle foglie per prepararsi al riposo, invita anche noi a “lasciar andare” non solo simbolicamente ma anche emotivamente, liberandoci di emozioni e pensieri che non servono più.

Spesso, le emozioni trattenute, come la paura, la rabbia o il dolore, finiscono per creare blocchi interiori che si accumulano, generando tensione. Il Samhain, visto come momento di chiusura e trasformazione, è un invito a riconoscere queste emozioni, affrontarle e lasciarle andare. In questo periodo, possiamo dedicarci a un “decluttering” emotivo, scegliendo di abbandonare ciò che ci appesantisce. Con un gesto simbolico, come bruciare un pezzo di carta su cui abbiamo scritto emozioni, situazioni o persone che desideriamo lasciare andare, rendiamo questo processo tangibile, creando uno spazio interiore aperto e libero per ciò che verrà.

Riconoscere il valore di questa “morte simbolica” permette anche di accettare che tutte le emozioni hanno un ciclo e che, come le stagioni, vanno vissute, apprezzate e, quando è il momento, lasciate andare. Il Samhain diventa così un rito di trasformazione, un’opportunità per allinearci con il nostro mondo emotivo e, come la natura, prepararci al riposo e alla rigenerazione.
Per potersi “riallineare” con la natura, anche la quiete è il silenzio diventano così due fattori fondamentali. Infatti, in un mondo che corre il silenzio è diventato un lusso raro. Possiamo però approfittare di questi momenti, energeticamente importanti per recuperare proprio quel silenzio di cui abbiamo bisogno, entrare in uno spazio di quiete in cui ascoltare il nostro mondo interiore. La solitudine, spesso temuta, in realtà ci offre la possibilità di un confronto sincero con noi stessi, lontano dal frastuono esterno. Nel contesto di Samhain, il silenzio diventa così un simbolo di rispetto per la chiusura del ciclo e per le emozioni che questo porta con sé, poiché è nel silenzio che possiamo ascoltare ciò che risiede dentro di noi, permettendo a pensieri e sentimenti di emergere senza giudizio. Così come la natura si “ritira” e lascia spazio alla riflessione, anche noi possiamo fare altrettanto, abbracciando il silenzio come momento di rigenerazione.

Riconnettersi con il ritmo naturale e il ciclo del Samhain non significa soltanto osservare il mutamento delle stagioni, ma imparare a rispondere in modo autentico al cambiamento dentro di noi. In un mondo dove il tempo è sempre più frammentato, la possibilità di fermarsi e ascoltare il silenzio della natura e del proprio mondo interiore diventa un dono prezioso, un’occasione di rigenerazione.

Samhain ci offre questo spazio sacro, invitandoci a un “rituale” personale di riflessione, lasciando andare ciò che non ci appartiene più e preparandoci per il riposo invernale. Per abbracciare al meglio questo momento, ecco alcune pratiche che possono guidarci nel percorso verso l’interiorità, aiutandoci a chiudere l’anno simbolicamente e a rinnovare il nostro cammino interiore.

Journaling dell’Anno Passato
Prima del Samhain, prenditi del tempo per riflettere sull’anno trascorso. Scrivi nel tuo diario gli aspetti positivi, le sfide e le lezioni apprese. È un’occasione per chiudere “cicli aperti” e individuare ciò che desideri lasciare andare. Questo esercizio di journaling serve a liberare la mente e il cuore per affrontare l’inverno con maggiore chiarezza e preparazione interiore.

Accendere una Candela per Ogni Ciclo Chiuso
La sera del 31 ottobre, accendi una candela per ogni “ciclo” che intendi chiudere: relazioni, progetti incompiuti, o vecchie abitudini. Ogni fiamma rappresenta un aspetto del passato che lasci simbolicamente andare. Mentre la candela brucia, immagina di fare spazio dentro di te per il nuovo.

Meditazione della Soglia
Questo è un momento per collegarti con l’idea di transizione. Puoi fare una breve meditazione concentrandoti sul respiro e visualizzando una porta che si apre verso un nuovo inizio. Attraversare questa soglia nella tua mente è un modo per riconoscere l’inizio dell’inverno e l’accoglienza della quiete interiore.

Creare una Tavola delle Intenzioni per l’Inverno
Così come si imbandiva la tavola per accogliere gli spiriti, puoi creare una “tavola delle intenzioni” per l’inverno. Su un piccolo tavolo, metti oggetti simbolici come frutti autunnali, foglie secche, o pietre che ti richiamano la stabilità e la riflessione. Aggiungi un foglio su cui scrivi ciò che desideri coltivare interiormente durante l’inverno, simile a un raccolto futuro che matura nel silenzio.

Lettura del Mito di Proserpina
Rileggi il mito di Proserpina come meditazione simbolica. Visualizza come questa discesa negli Inferi rappresenti la nostra stessa discesa nel silenzio e nell’interiorità durante l’inverno. Questo rituale ti aiuta a ricordare che, così come Proserpina ritorna, anche noi usciamo rinnovati da ogni periodo di introspezione.

Rossella Tirimacco

Professionista nella Relazione d’Aiuto, Trainer esperta in Comunicazione e processi Relazionali