Lasciare andare non significa perdere, ma fare spazio per ciò che deve ancora arrivare.
Lascia andare ciò che non ti serve”: quante volte abbiamo sentito questa frase? Eppure, metterla in pratica è una delle sfide più grandi che possiamo affrontare. Che si tratti di emozioni, ricordi, abitudini o relazioni, imparare a lasciare andare è un atto di coraggio che apre la strada alla leggerezza interiore.
Lasciare andare non significa dimenticare o cancellare, ma accettare. Accettare che alcune cose hanno compiuto il loro ciclo, che non tutte le battaglie devono essere combattute e che il passato non definisce il nostro futuro. Significa fare spazio, dentro di noi e intorno a noi, per accogliere nuove esperienze, nuove emozioni e nuove opportunità.
Un primo passo in questo viaggio è riconoscere ciò che ci appesantisce. Può essere una vecchia ferita che continuiamo a riaprire, una relazione che non ci nutre più o una paura che ci tiene bloccati. Guardare queste cose con sincerità e senza giudizio è l’inizio del processo di rilascio.
Un altro passo importante è praticare il distacco. Questo non significa essere indifferenti, ma osservare i nostri attaccamenti con consapevolezza e chiederci: “Questa cosa mi serve ancora? Mi fa crescere o mi trattiene?”. Spesso ci accorgiamo che il peso che portiamo non è più necessario, ma lasciarlo andare richiede un atto di fiducia: fiducia che il vuoto che rimane non sia una perdita, ma uno spazio pronto per essere riempito di qualcosa di nuovo.
Lasciare andare è un processo, non un evento. Ogni piccolo passo ci avvicina a una leggerezza che non è solo assenza di peso, ma presenza di libertà. Una libertà che ci permette di vivere con pienezza e autenticità.
E tu? Qual è il primo piccolo passo che puoi fare oggi per lasciare andare ciò che non ti serve più?
Rossella Tirimacco
