Nel ciclo della natura, ogni stagione porta con sé un significato profondo che risuona non solo nell’ambiente esterno, ma anche nel nostro mondo interiore. Così, come la ruota delle stagioni continua a girare, anche noi danziamo nel suo movimento. Si susseguono porzioni di tempo tra equinozi e solstizi, intervallati da festività e riti che arrivano da lontano.
Arriviamo così al 1° febbraio, l’inizio di un periodo che, dal punto di vista simbolico, si apre a una vasta rete di significati e tradizioni. C’è stato un tempo, infatti, in cui l’uomo era intimamente legato ai ritmi delle stagioni, e ogni mese rivestiva un significato che andava ben oltre quello che conosciamo attualmente.
Oggi, il nostro tempo viene perlopiù percepito, piuttosto che ‘sentito’ nel senso pieno della parola. È come se avessimo perso il contatto con quella ruota, ritrovandoci su una strada lineare, priva di sbocchi. Proviamo quindi a immaginare il mondo in un tempo in cui l’uomo si muoveva in armonia tra una stagione e l’altra. I mesi più freddi non erano semplici da affrontare, e la fine di gennaio andava ad aprire la porta a un nuovo inizio: Imbolc, la festa della Luce oggi conosciuta come Candelora. Ma questa non era solo una festa della luce esteriore, ma anche della luce interiore, quella che iniziava a risvegliarsi dopo il lungo buio dell’inverno. Era infatti questo un momento di passaggio parziale dall’inverno alla primavera, che da lì a poco sarebbe tornata.

Origini e Significato di Imbolc
Le festività hanno tutte una radice comune. Con il tempo, sono state cambiate, adattate a nuovi periodi storici, ma la traccia della loro genesi resta comunque impressa nelle infinite manifestazioni del nostro cammino umano, che sia sotto forma di simboli o di tradizioni.
La Candelora, ovvero la Presentazione di Gesù al Tempio, si sovrappone così con Imbolc, un’antica festività pagana che si celebrava il 1° febbraio in onore della dea celtica Brigid, simbolo di guarigione, poesia e fertilità. La figura di Brigid trova una sua eco nella controparte romana Athena-Minerva, custode della saggezza e delle arti. Per i nostri avi, il collegamento con la terra e con il ciclo delle stagioni rappresentava la vita stessa. Il termine “Imbolc” è spesso interpretato come “nel grembo”, facendo riferimento alla gestazione della nuova vita nella terra, che presto darà frutti con l’arrivo della nuova stagione.

I riti associati a Imbolc includevano l’accensione di fuochi per celebrare la luce che cresce e la purificazione per prepararsi al nuovo ciclo della vita. Nel mondo romano, invece, alle calende di febbraio veniva celebrata la Dea Februa (Giunone) o Giunone Februata. “Februare” in latino significa purificare, e così febbraio diventa il mese delle purificazioni. Anche la febbre, in questo contesto, può essere vista come un mezzo attraverso cui il nostro corpo si libera dalle impurità. Processioni in onore di Februa attraversavano infatti la città con fiaccole accese, simbolo di luce e, allo stesso tempo, di purificazione.

Con la cristianizzazione, molte tradizioni di Imbolc furono assorbite nella festa della Candelora, che segna la benedizione delle candele e celebra la luce che si espande nel mondo. Tuttavia, ancora oggi, chi segue le tradizioni pagane e neopagane continua a onorare Imbolc come una festa di purificazione, rinascita e preparazione alla primavera.
Oltre le etichette religiose, il bisogno di accendere una luce nella nostra oscurità interiore è un richiamo che attraversa i secoli e continua a risuonare in ognuno di noi.
La Luce, la Purificazione e il Rinnovamento Interiore
Veniamo così ai giorni nostri, in un mondo che corre veloce. In realtà, il mondo gira come prima, ma i nostri ritmi sono decisamente cambiati. Più che mai c’è bisogno di recuperare quella ruota che gira armoniosamente, di cogliere il significato di un antico passato dove l’uomo era connesso con il Tutto nelle sue infinite manifestazioni.
Se Imbolc celebra il ritorno della luce, con le giornate che iniziano ad allungarsi e il sole che gradualmente riconquista spazio nel cielo, anche la nostra luce interiore riprende a illuminare le nostre ombre più profonde. È un invito a riflettere su ciò che abbiamo compreso nei mesi più bui e a trasformare queste intuizioni in crescita personale. La luce interiore, come quella del sole nascente, non irrompe all’improvviso, ma cresce lentamente, guidandoci verso un nuovo equilibrio.
Ma Imbolc è anche e soprattutto purificazione, fisica e spirituale. In termini psicologici, questo è il momento ideale per liberarci di schemi mentali che non ci servono più, lasciando andare paure e condizionamenti accumulati durante l’inverno interiore. Questo passaggio verso la luce porta la nostra energia a muoversi lentamente, come in una sorta di risveglio. È il momento di passare dall’introspezione all’azione, trasformando idee e intenzioni in passi concreti verso il cambiamento.
Il fuoco, simbolo principale di Imbolc, rappresenta la passione e la motivazione che ci spinge a evolvere. Accendere una candela durante questo periodo diventa un gesto simbolico di rinnovamento: una fiamma che ci ricorda il nostro potere di illuminare il cammino davanti a noi e di abbracciare il cambiamento con consapevolezza e coraggio.
Alcune pratiche da effettuare in questo periodo della “nuova Luce”
Per integrare l’energia di Imbolc nella nostra crescita interiore, possiamo praticare alcuni semplici rituali psicologici:
Creare un Altare della Luce:
Allestisci un piccolo altare in casa con candele bianche o gialle, simboli della rinascita come semi, fiori appena sbocciati o rami verdi. Aggiungi oggetti personali che rappresentano ciò che vuoi far crescere in questa nuova fase. Ogni volta che accendi una candela, prenditi un momento per visualizzare la tua luce interiore che si espande.
Pulizia degli spazi: riorganizzare l’ambiente in cui viviamo come riflesso della nostra mente che si libera dal superfluo.
Impegno simbolico: compiere un piccolo gesto concreto che segni l’inizio di un cambiamento desiderato.
Seminare un Desiderio:
Pianta un seme in un vaso, magari una piantina che fiorirà in primavera. Ogni giorno che passa, osserva la sua crescita come specchio della tua trasformazione interiore. Questo gesto semplice ti ricorderà che il cambiamento avviene lentamente, ma con cura e costanza.
Scrivere una Lettera al Futuro Sé:
Prenditi del tempo per scrivere una lettera al te stesso che leggerai tra qualche mese, magari in estate. Racconta i tuoi desideri, le tue speranze, e tutto ciò che intendi lasciar andare. Poi mettila da parte e rileggila quando il sole sarà alto, per vedere quanto sei cresciuto.
Imbolc non è solo una festività antica, ma un potente strumento simbolico per riconnetterci con il nostro percorso interiore. Accogliere la luce, purificarsi e passare all’azione sono i tre passi chiave che possiamo integrare nella nostra vita per trasformare l’energia del nuovo ciclo in crescita e consapevolezza. Così come la natura si prepara alla primavera, anche noi possiamo risvegliarci a una versione più autentica e luminosa di noi stessi.
Rossella Tirimacco
Per saperne di più LA RUOTA DELLE STAGIONI E IL SABBA DELLA LUCE E DELLA PURIFICAZIONE: “IMBOLC”
