C’è una nuova moda nel mondo dei contenuti social.
O forse dovrei dire… una nuova voce. È quella voce sottile, appena percettibile, che arriva come un sussurro. Come se dovesse rivelarti un segreto. Una voce che si abbassa, che si fa intima, quasi tenera.
Eppure, ogni volta che la sento, qualcosa in me si contrae.
Non riesco a fidarmi.
Perché dietro quel parlare “a bassa voce”, io ci sento la fregatura. Una di quelle del tipo: “cosa vuoi vendermi?”
Quel timbro bisbigliato è ormai ovunque. La rete è piena di influencer, venditori, coach improvvisati e anime in cerca di consenso che hanno iniziato a “sibilare” nei microfoni. Una voce dolce, calibrata, che ha un solo obiettivo: entrare nella tua mente senza far rumore.
Ma chi ha un’alta percezione del sistema uditivo lo riconosce subito: è un linguaggio costruito, studiato a tavolino per convincere, per vendere, per creare un’intimità che non esiste. Perché abbassare la voce significa abbassare la tua attenzione critica. Una modalità che ti rilassa, ti abbassa le difese, ti convince che quella persona sia “sicura”, che non stia invadendo, che ti stia parlando con amore.
E già, perché il “parlare sottovoce” ha una sua storia, e anche un nome: ASMR, acronimo di Autonomous Sensory Meridian Response, ovvero risposta autonoma del meridiano sensoriale.

Ma cos’è esattamente l’ASMR?
Il fenomeno ASMR – oggi così diffuso – è relativamente recente. Venne riconosciuto nel 2010 da Jennifer Allen, una donna americana che coniò il termine per spiegare quella strana sensazione di formicolio e rilassamento che molti provavano ascoltando voci sussurrate o suoni delicati.
Ma l’esperienza sensoriale non coinvolge solo l’udito: anche la vista, o la combinazione di entrambi i sensi, gioca un ruolo fondamentale. Alcune persone rispondono in modo più intenso a stimoli visivi delicati, come gesti lenti e armoniosi. Altre, invece, sono particolarmente ricettive a suoni morbidi, pause, al ritmo sommesso delle parole. Chi sperimenta l’ASMR descrive la sensazione come: un formicolio piacevole che parte dal cuoio capelluto o dalla nuca, e si può espandere lungo la colonna vertebrale, le braccia, il corpo.
Stimoli comuni dell’ASMR (trigger)
Nel linguaggio dell’ASMR, gli stimoli che generano la risposta sensoriale vengono chiamati trigger (in inglese “grilletto”, innesco). Ecco i più comuni:
Sussurri o parlato lento e calmo
Suoni ripetitivi e delicati (scrivere su carta, tagliare, spazzolare)
Rumori dolci: tamburellare con le unghie, accarezzare tessuti, sfiorare oggetti
(Avete presente quanti influencer tamburellano con le unghie? Ecco il motivo.)
Gesti lenti e curati (come piegare un asciugamano, versare dell’acqua)
Interazioni simulate (tipo “ti pettino i capelli”, “ti curo”, “ti trucco”, ecc.)
Ad oggi dal punto di vista scientifico, non è ancora del tutto chiaro il perché certi meccanismi sonori funzionino ma si ritiene che l’ASMR stimoli il sistema parasimpatico, portando a uno stato di rilassamento profondo, aumenti inoltre la produzione di endorfine e serotonina ed infine che abbassi lo stress, favorendo anche il sonno e la calma mentale. Tuttavia… non tutti lo sperimentano.
Un’ ottima tecnica dunque se utilizzata per rilassare o addirittura per aiutare a dormire. In un mondo dove urla e rumori regnano sovrani l’ASMR è in grado di riportare l’ascoltatore in uno stato di quiete e tranquillità. Ma come spesso accade, anche ciò che nasce con le migliori intenzioni può essere piegato ad altri fini. Se infatti i benefici del “sussurrato” sono noti, meno conosciuto è il suo utilizzo per vendere o per fare numeri.

Dall’esperienza sensoriale… alla strategia di marketing
La voce ha da sempre un potere straordinario e il saperla usare può trasformarla in medicina o in veleno.
Perché se è vero che un timbro tranquillo può rilassare, è altrettanto vero che può anche manipolare. Nel giro di pochi decenni siamo passati dalle urla di Vanna Marchi ai bisbigli digitali.
L’obiettivo è lo stesso: vendere. Cambia solo il tono e il metodo.
Ma forse la seconda è più subdola, perché non urla, ma ti parla sottovoce. È tutto più sottile, più elegante. Non ti urla “Compra ora!”.
Ti dicono invece, con un sorriso e una voce dolce, e magari ti mostrano con gesti lenti le mani: “Sai, anch’io avevo il tuo problema… poi ho trovato questa soluzione meravigliosa…”
E così scivolano dentro la tua mente.

Il marketing che non fa rumore (ma ti entra in testa)
Se nel marketing il tone of voice emotivo è fondamentale per definire l’identità comunicativa di un brand o di una persona, quando a questo viene unito l’effetto ASMR, la comunicazione si trasforma in qualcosa di molto potente. Dalle grandi campagne di prodotti di lusso come profumi (ne ricordate qualcuno?) riconoscibile per i sussurri accellerati, o con la protagonista che parla sottovoce, il passaggio ai social è stato breve, oggi l’ASMR è infatti ampiamente usato per: catturare l’attenzione, creare un senso di intimità e fiducia artificiale, o vendere meglio un prodotto.
Marchi di lusso come Dior, Chanel o Gucci hanno infatti già utilizzato il potere dell’ASMR per suggestionare, molto prima che diventasse un trend nei social. Oppure su TikTok, molti creator creano video ASMR vendendo prodotti, mentre accarezzano il packaging e sussurrano messaggi di “cura” e “autenticità”.
Riconoscere una voce autentica
Ovviamente non c’è nulla di male ad utilizzare una tecnica in ambito pubblicitario. Del resto il marketing fa il suo lavoro e le massicce campagne per vendere un prodotto utilizzano sistemi studiati a tavolino che tengono conto della psicologia del compratore. Trovo però sconcertante che certi sistemi vengano utilizzati anche dalle “persone comuni” la cui comunicazione si basa sulla finzione di un’intimità che non esiste. A maggior ragione se viene usato l’ASMR perché in quel caso chi è dall’altra parte dello schermo, abbassa le difese e diventa vulnerabile. E la vulnerabilità, se non riconosciuta, può diventare il terreno perfetto per essere: convinti, comprati, plasmati.
E allora ti chiedo: quante delle scelte che hai fatto… erano davvero tue?
Rossella Tirimacco
Professionista nella Relazione d’aiuto , Trainer esperta in Comunicazione e processi Relazionali
Citazioni e fonti:
Fonti:
- Barratt, E. L., & Davis, N. J. (2015). Autonomous Sensory Meridian Response (ASMR): a flow-like mental state. PeerJ
- Poerio, G. L., Blakey, E., Hostler, T. J., & Veltri, T. (2018). More than a feeling: ASMR is associated with reliable changes in affect and physiology. PLOS ONE
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