Quante volte hai dimenticato di “stare” nel centro, lasciandoti trascinare dalle tempeste esterne?
Nel silenzio del tempio di Estia, non servono parole né gesti eclatanti. Tutto si fa essenziale. Essere presenti è già abbastanza.
Estia non reclama attenzione, non alza la voce, non si impone. Eppure la sua energia è quella che tiene tutto in piedi. È la custode del fuoco sacro, della casa interiore, del ritorno a sé.
Il Mito
Estia, chiamata Vesta dai Romani, è la dea del focolare domestico, del fuoco sacro e della stabilità. Prima nata tra gli dei Olimpici, è anche l’ultima, poiché si dice che, per umiltà e amore, lasciò il suo trono a Dioniso e si sedette accanto al focolare.
Non si sposò mai, rifiutò sia Poseidone che Apollo. Scelse la castità non per rinuncia, ma per custodire il suo fuoco interiore. Estia è la presenza invisibile ma costante, colei che accoglie e nutre senza chiedere nulla in cambio.
Nelle città antiche, il fuoco del suo tempio non doveva mai spegnersi. Era il cuore pulsante della comunità, il punto in cui tutto aveva inizio e dove tutto tornava.
Il Focolare di Estia
Nel cammino delle Dee, Estia ci accoglie nel silenzio del suo tempio.
Il suo simbolo è il focolare: centro della casa, del tempio e della nostra anima.
Estia non si mostra con clamore. È la dea che siede al centro, non per dominare ma per contenere. È la custode della sacralità dello spazio interiore, della casa come luogo dell’anima, del raccoglimento e della presenza essenziale.
Nel tempio di Estia impariamo a riconoscere il valore della presenza silenziosa, quella che tiene unita la vita, che veglia senza imporsi, che arde senza consumare.
Ci invita a tornare a casa – non solo in senso fisico, ma come ritorno a sé, al proprio centro.
Estia ci chiede: “Dove sei quando tutto intorno si agita? Sai restare nel tuo centro, o vieni trascinata lontano da te stessa?”
Nel suo spazio sacro impariamo che restare non è rassegnazione, ma scelta.
Che esserci senza clamore è un atto potente.
Che la cura comincia da dentro.
In un mondo che corre, Estia ci invita a rallentare
In una società che urla, Estia ci invita a fare silenzio.
In una cultura che chiede visibilità, Estia ci insegna il valore del non apparire.
Con lei non si conquista. Si custodisce.
E si ritorna, ogni volta, a casa.
Il mito di Estia risuona in ogni donna che accoglie, che tiene insieme, che ama senza condizioni.
Ma ci ricorda anche che non possiamo tenere vivo il fuoco degli altri, se prima non ci prendiamo cura del nostro.
Rientrare nel suo tempio significa spegnere il rumore e accendere il fuoco interiore.
E se quel fuoco si fosse spento, lei ci sussurra che può sempre essere riacceso.
Rossella Tirimacco
Questo articolo non è solo una finestra sulla mitologia, ma un primo passo in un percorso reale. Estia è una delle sette Dee che ci accompagnano nel Cammino delle Dee, un’esperienza immersiva in cui potrai esplorare e incarnare le energie archetipiche che vivono dentro di te.
Nel ©Cammino delle Dee, non ci limitiamo a raccontare il mito: lo viviamo, lo sperimentiamo, lo trasformiamo in una chiave di crescita interiore.
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