“Siamo formati dai nostri pensieri; noi diventiamo ciò che pensiamo. Quando la mente è pura, la gioia segue come un’ombra che non ci lascia mai.”
Buddha Siddhārtha Gautama
Viviamo immersi in pensieri continui, spesso caotici, eppure raramente ci fermiamo a chiedere: quanto di ciò che pensiamo ci appartiene davvero?
Forse la felicità non dipende da ciò che ci accade, ma da ciò che accade dentro di noi.
E allora, cosa significa avere una mente “pura”?
È da qui che inizia la vera ricerca della felicità.
Ma cos’è davvero una mente pura?
È forse pensiero positivo?
È buonismo mascherato da spiritualità?
È accettazione passiva di ingiustizie e soprusi?
O forse… una mente pura è la capacità di stupirsi ancora, di non dare nulla per scontato, di essere presenti, lucidi e consapevoli?
Perché la gioia segue le menti pure?
Cosa intendeva Buddha quando disse: “Siamo formati dai nostri pensieri”?
Che cos’è, allora, un pensiero?
Dal mattino alla sera, la nostra mente è in perenne attività: giudica, osserva, analizza, controlla, si confronta, si paragona.
E mentre lo fa, il corpo è attraversato da un fiume di emozioni…spesso negative. Pensieri su pensieri, emozioni che si accavallano senza tregua.
Basta poco per farci perdere il centro:
un’auto nuova fiammante parcheggiata sotto casa, magari acquistata proprio da quel vicino che meno sopporti.
Una borsa firmata esibita da una sconosciuta, e che tu, forse, non puoi permetterti.
Un parcheggio conteso, dove il solito “c’ero prima io” diventa il preludio di una guerra contro un nemico designato, su cui riversare rabbia repressa e inespressa.
Un collega che riceve più consensi di te, e che ritieni non li meriti affatto.
Un vestito in vetrina che desideri intensamente ma che non puoi acquistare.
E infine, una cartella esattoriale appena arrivata che apre il Vaso di Pandora:
tutto il dolore che covavi dentro riemerge, mentre paura e rabbia iniziano a governare la tua giornata.
E senza accorgercene, il corpo reagisce: l’adrenalina sale, la tensione cresce, e la mente si sporca di confronto, invidia, rabbia, senso di ingiustizia.
Emozioni che non ci servono a vivere meglio, ma che consumano la nostra energia e intossicano la nostra presenza..
E intanto siamo sotto pressione. Tutto richiede attenzione, ma l’attenzione si trasforma in tensione.
Spreco di energia. Spreco di vita.
In questo stato, la mente non può essere pura. Non può esserlo se alimentata continuamente da emozioni tossiche, da pensieri automatici che non abbiamo mai scelto davvero.
Molti diranno: “È colpa dei problemi!”
Ma siamo sicuri che sia così? Sicuri che una vita senza problemi vi renderebbe felici come Buddha?
Guardate bene. Ci sono persone ricche, sane, fortunate… che si disperano lo stesso.
Perché i problemi sono parte del pacchetto vita.
La differenza sta in come li affronti.
E lì entra in gioco la mente pura.
L’essere umano ha sempre inseguito la felicità, come se fosse qualcosa da ottenere, da possedere, da trovare fuori di sé. Ma la felicità, quella vera, non ha nulla a che vedere con gli oggetti o con i traguardi raggiunti.
Quella è solo māyā, illusione.
La vera gioia è quella che emerge da dentro, quando smettiamo di identificarci con ciò che abbiamo, quando siamo in contatto con il presente.
È il Qui e Ora.
Un lampo. Una fioritura interiore. Un attimo che basta a sentirsi vivi.
Come disse Osho:
“Possiedi tante cose, ma non possiedi te stesso.
Hai tutto ciò che ti può rendere felice, ma non sei felice,
perché la felicità non potrà mai essere frutto dei possessi.
La felicità è un tuo affiorare interiore.
È un risveglio delle tue energie.
È un risveglio della tua anima.”
Rossella Tirimacco
Professionista nella Relazione d’aiuto , Trainer esperta in Comunicazione e processi Relazionali, Operatrice linguaggio del Colore e Feng Shui
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