Negli ultimi anni, il nostro modo di percepire la luce e il suono ha acquisito una nuova importanza nella vita di tutti i giorni. La luce, che per lungo tempo, per molti è stata vista, e forse semplificata, come ad un semplice accendere e spegnere le lampadine o nel migliore dei casi solo come un riflesso della luce solare, riprende il suo ruolo fondamentale nel nostro modo di interpretare il mondo. Insieme ai suoni, la luce ha infatti il potere di “plasmare e trasformare la materia.” L’acqua, nella sua essenza, emerge così come uno dei simboli di questa straordinaria metamorfosi dal connubio di Luce e Suono.

Molti di voi avranno già sentito parlare di Masaru Emoto, il ricercatore giapponese scomparso nel 2014 che ha dedicato la sua vita alla comprensione della “memoria dell’acqua.” Autore di diversi libri di cui ha trattato l’argomento, Emoto ha aperto una strada importante, offrendo una prospettiva differente dalla cosiddetta scienza ufficiale. Spesso etichettato da alcuni come “pseudoscienziato”, Emoto dimostrò al contrario, che la cristallizzazione dell’acqua potesse cambiare in base alle informazioni ricevute, siano esse parole, emozioni o musica.

Masaru Emoto

Gli esperimenti di Emoto

Il ricercatore condusse diversi esperimenti esponendo campioni d’acqua a parole, melodie e pensieri sia positivi che negativi. Dopo aver congelato l’acqua, fotografava i cristalli che si formavano mettendo così in luce qualcosa di incredibile: l’acqua esposta a vibrazioni che potremmo definire “armoniche” come ad esempio i suoni della natura, canti, aria pulita eccetera, formava cristalli geometricamente armonici e ben definiti, mentre quella esposta a vibrazioni “disarmoniche” come i rumori, le urla, lo smog e via dicendo, appariva invece disordinata e informe. Emoto raccolse campioni da fiumi, laghi e sorgenti in tutto il mondo, rivelando che l’acqua riflette l’impatto della qualità ambientale e delle emozioni umane.

Alcuni esempi dei cristalli d’acqua fotografati da Emoto

Il ruolo delle emozioni

“Che cosa influenza la formazione dei cristalli? La risposta è: la vibrazione. Anche se fermandoci ai dettagli ci sembra di trovarci di fronte al caos, l’effetto generale è di armonia.”

Masaru Emoto

Proviamo a immaginare un’onda acustica armonica e matematicamente perfetta: viene naturale pensare che, attraversando l’acqua, questa generi cristalli altrettanto coerenti. Eppure, accadde qualcosa di inaspettato. In alcune città del Sud America, l’acqua del rubinetto, nonostante gli alti livelli di inquinamento, anziché mostrare cristalli “disarmonici” (come avveniva solitamente per le acque di ambienti urbani insalubri), rivelò forme geometriche perfettamente equilibrate e armoniose.

Com’era possibile?

Emoto ipotizzò che le emozioni e lo stato d’animo degli abitanti influissero sulla cristallizzazione più della composizione chimica stessa. L’allegria, la gioia e la leggerezza di quelle popolazioni, pur in un contesto povero o degradato, sembravano “informare” positivamente l’acqua. Un’intuizione rivoluzionaria che, già all’epoca, iniziò a scardinare la nostra visione puramente materialistica del mondo.

La memoria dell’acqua

“Se la vibrazione è energia, allora la risonanza è il modo in cui essa si propaga, perciò la risonanza è in grado di trasmettere energia.”

Masaru Emoto

Quando si inizia a vedere l’acqua non più solo come “fonte di vita” ma come un’entità che riflette, proprio come uno specchio, le vibrazioni circostanti, si apre una porta verso un mondo differente. Emoto dimostrò che l’acqua non si limita a subire passivamente l’ambiente chimico, ma agisce come un vero e proprio “nastro registratore“. I suoi esperimenti resero visibile ciò che fino ad allora era solo un’ipotesi: l’acqua possiede una “memoria” capace di immagazzinare informazioni, siano esse sostanze fisiche, parole o emozioni, fissandole nella geometria dei suoi cristalli.

Ovviamente la comunità scientifica, spesso vincolata a considerare reale solo ciò che è misurabile attraverso i sensi, accolse con scetticismo l’idea che un elemento naturale potesse avere tale capacità di archiviazione. Eppure, a pensarci bene, la domanda sorge spontanea: se l’acqua cambia forma in base all’informazione ricevuta, cosa accade nel passaggio di stato? Il cristallo è solo la fotografia di un istante o è la memoria tangibile di una storia invisibile?

Luce e Suono: le fondamenta della Creazione

Ma perché questo argomento ci riguarda così tanto?

Nonostante le controversie, ognuno di noi sente intuitivamente che l’acqua, elemento fondamentale per la vita, può essere influenzata chimicamente ed energeticamente. Prima però di continuare a “esplorare l’acqua”, facciamo un piccolo passo indietro per osservare i due elementi che sono alla base della vita e che abbiamo anticipato in apertura: la luce e il suono.

È il suono a plasmare la materia, dando forma e struttura in tutto il mondo. Le vibrazioni sonore influenzano le complesse architetture dei minerali e i legami atomici. La luce, a sua volta, è un’energia vibrante che può attivare e modificare le proprietà della materia. Insieme, suono e luce costituiscono le fondamenta della Creazione.” Inoltre come ho scritto in uno dei capitoli del mio libro “Emozioni, tra musica e parole”: La forma delle cose che vediamo è generata da vibrazioni che possiamo percepire grazie alle nostre affinità. Alla base di tutto c’è una vibrazione di fondo che potrebbe essere considerata filosoficamente parlando “il sogno di Dio.”

Questa citazione racchiude l’essenza del legame tra i due elementi. È difficile infatti parlare di memoria dell’acqua senza tener conto della natura vibrazionale del suono e della luce.

E così torniamo all’acqua: quella stessa acqua che vediamo nei mari, nella pioggia, e che beviamo ogni giorno dal rubinetto. Possiamo dire che tutte le acque sono uguali? Ovviamente no. Ma è solo una questione chimica? O come abbiamo appena visto, sono diversi i fattori che possono modificare la struttura dell’acqua stessa?

Dalle emozioni alla materia: tutto è vibrazione

Parole e pensieri formulati sconsideratamente possono distruggere i cristalli armoniosi che potrebbero essersi formati.”

Masaru Emoto

Attraverso i suoi esperimenti, dopo che Emoto intuì che anche le emozioni avevano un ruolo nella qualità delle acque, divenne evidente che lo stress e il malumore delle persone in certe città o situazioni potessero influenzare la cristallizzazione dell’acqua più delle sostanze chimiche stesse.

Ma in che modo?

Per comprenderlo occorre fare un piccolo sforzo e aprirci a una visione differente del mondo. Immaginate di entrare in una stanza dove ci sono dieci persone che litigano tra di loro. Prima di entrare eravate gioiosi e di buon umore. Una volta entrati, sapendo di non poter uscire, lentamente il vostro stato d’animo cambierà: per quanto cerchiate di non lasciarvi trascinare, la loro energia pesante vi influenzerà. Questo perché, a dispetto di quanto crediamo, tutti noi esseri umani ci influenziamo a vicenda ‘nel bene e nel male.

E cosa c’entra questo con l’acqua?

Pensieri e parole sono ‘vibrazioni’ che diffondiamo e spargiamo intorno a noi. L’uomo stesso emette vibrazioni, esattamente come tutti i componenti del nostro corpo: dalla singola cellula al battito del cuore. I nostri pensieri e le nostre parole possono generare frequenze ‘alte’ o piuttosto basse. L’acqua, come abbiamo già detto, incamera e assorbe queste informazioni ambientali, per poi mostrarcele attraverso i cristalli di ghiaccio.”

La realtà è negli occhi di chi guarda

Anche la fisica quantistica ci offre dei validi supporti a tale tesi. Sappiamo ormai che tutte le particelle, comprese quelle che compongono l’acqua, possiedono una natura ondulatoria.

Cosa vuol dire questo nel nostro caso?

Significa che la materia non è mai completamente “ferma” o inerte, ma è costantemente attraversata da vibrazioni e frequenze. È un principio riconosciuto: onde sonore, campi elettromagnetici e persino la luce possono modificare lo stato e il comportamento della materia.

Ma c’è di più. La fisica moderna, attraverso esperimenti celebri come quello della ‘doppia fenditura’, ha evidenziato come l’osservatore stesso giochi una parte fondamentale nel definire la realtà. In alcune condizioni, le particelle si comportano diversamente a seconda che vengano osservate o meno. Questo passaggio è la chiave di volta: se la semplice presenza di un osservatore può influenzare il comportamento dell’infinitamente piccolo, allora non è così azzardato ipotizzare che le nostre intenzioni e le nostre emozioni, che sono forme di energia potenti, possano interagire con la struttura dell’acqua, lasciando in essa un’impronta, una memoria.

Insomma, se la semplice presenza di un osservatore può influenzare il comportamento dell’infinitamente piccolo, allora le nostre intenzioni e le nostre emozioni possono interagire con la struttura dell’acqua. Mai come oggi, quel vecchio detto assume un significato letterale e scientifico: la bellezza, e forse la realtà stessa, è davvero negli occhi di chi guarda.

L’esperimento della “doppia fenditura”

Tra cacofonia e armonia: l’impatto dei suoni su di noi

E arriviamo a noi. Alla luce di quanto abbiamo letto, e sapendo che il nostro corpo è composto per oltre il 70% di acqua, la domanda sorge spontanea: quanto è importante prestare attenzione ai suoni, in tutte le loro forme, a cui ci esponiamo?

Spesso siamo bombardati da rumori e ci siamo ormai “adattati” a questa cacofonia, ignorandone le conseguenze. Il corpo, però, lancia segnali chiari. La “disarmonia” con l’Universo crea disagio: la mente si affatica e il corpo segue. Viene da chiedersi se le nostre “depressioni” o i nostri malesseri non abbiano origini più profonde, legate proprio alla difficoltà di adattarsi a una realtà vibrazionalmente disordinata.

L’acqua che ci compone agisce come una cassa di risonanza: riflette e amplifica le frequenze acustiche e luminose che ci raggiungono. Se il rumore colpisce negativamente la nostra sfera psico-emotiva, è altrettanto vero che la musica giusta e le parole gentili hanno un effetto curativo. Ricordiamo sempre che le parole hanno un potere inimmaginabile: sono vibrazioni pure che possono “illuminare” la nostra giornata o, letteralmente, “avvelenarla”.

Il principio è infatti semplice: se esistono vibrazioni che ci nutrono, ne esistono altre che possono intossicarci. In conclusione, acqua, luce e suono non sono elementi separati, ma rappresentano la danza invisibile che plasma la nostra esistenza. Ogni suono che ascoltiamo e ogni raggio di luce che ci avvolge hanno il potere di influenzare la nostra salute. In questo processo, l’acqua dentro di noi diventa il testimone fedele, il riflesso liquido delle nostre emozioni e del nostro stato interiore.

Per concludere ti invito a intraprendere un piccolo ma significativo compito per riconnetterti con la tua “acqua interiore”. Puoi farlo con dei semplici esercizi:

1)Trova un luogo tranquillo: Siediti in un posto dove ti senti a tuo agio e senza distrazioni.

2)Respira profondamente: Chiudi gli occhi e fai alcuni respiri profondi. Concentrati sul tuo respiro e lascia andare le tensioni.

3)Ascolta il Tuo corpo: Presta attenzione alle sensazioni fisiche e alle emozioni che emergono. Chiediti: “Come mi sento in questo momento? Quali vibrazioni percepisco nel mio corpo?”

Se invece non ti senti a tuo agio nello stare fermo/a

1)Esplora i suoni: Fai una breve passeggiata all’aperto o ascolta della musica. Sii consapevole dei suoni che ti circondano e come questi influiscono sul tuo stato d’animo. Quali suoni ti sollevano e quali ti appesantiscono?

2)Annota le tue riflessioni: Al termine di questo esercizio, prendi carta e penna e annota ciò che hai scoperto. Quali emozioni hai avvertito? Hai notato cambiamenti nel tuo umore?

3)Prendi un Impegno: Decidi di dedicare qualche minuto ogni giorno per praticare questo esercizio. Sii consapevole delle vibrazioni che ti circondano e come puoi creare un’armonia tra corpo, mente e spirito.

Solo così potremo davvero riconnetterci con il nostro essere più profondo e vivere una vita piena di significato e bellezza. Ogni passo che fai verso la consapevolezza ti avvicina a una vita più armoniosa e soddisfacente.

Rossella Tirimacco

Professionista nella Relazione d’Aiuto, Trainer esperta in Comunicazione e Processi Relazionali

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