Nota: Questo articolo, pubblicato originariamente nel 2018, viene regolarmente aggiornato con nuove fonti, approfondimenti e riflessioni alla luce delle informazioni emerse nel tempo. (Ultimo aggiornamento luglio 2025)
«Ho trovato ovunque un senso di immaturità: gli imitatori di Elvis, i rituali pseudo-pagani, l’alcolismo. Queste persone sembrano aver raggiunto il vertice della loro carriera rimanendo emotivamente bloccate negli anni del college.»
Jon Ronson, giornalista investigativo, sul Bohemian Club
Che molti adulti siano in realtà bambini travestiti, non è certo una novità. Meno noto è che alcuni di loro — i cosiddetti “grandi della Terra” — si ritrovano ogni anno, dal 10 al 28 luglio, in un fitto bosco di sequoie della California per vestirsi da druidi e partecipare a cerimonie a dir poco singolari, davanti a un enorme gufo di pietra.
E se il raduno sullo yacht Britannia del 1992, o i celebri incontri del Club Bilderberg, hanno un’aura di mistero e potere, il Bohemian Grove li supera per teatralità e segretezza: tanto che al confronto i primi sembrano quasi giochi da boy scout.
Ogni estate, infatti, uomini d’affari, politici e figure chiave della scena globale si danno appuntamento nella riserva di Monte Rio Redwoods, nella contea di Sonoma, a circa 120 km da San Francisco. Secondo il giornalista e attivista Alex Jones, sarebbe proprio qui che — tra spettacoli teatrali, rituali allegorici e simbolismi arcaici — si decidono le sorti dell’umanità. Realtà o leggenda? Chissà, cerchiamo di scoprirlo insieme.

Il Bohemian Club
Il Bohemian Club nacque nel 1872 a San Francisco, fondato da un gruppo di giornalisti e artisti con il desiderio di creare uno spazio riservato, lontano dalla frenesia della vita cittadina. Nel 1893, le attività del club si spostarono in un bosco di sequoie di circa 1100 ettari situato nei pressi di Monte Rio, in California, che divenne proprietà del club nel 1901: da allora, quel luogo è noto con il nome di “Bohemian Grove”.

L’idea iniziale di questo “strano club” per soli uomini, era quella di riunirsi in un luogo lontano dalla civiltà e dal lavoro e ritrovarsi con persone a loro “simili”. I vecchi bohemian infatti, erano uomini che per passione o per lavoro si occupavano di poesia, letteratura, filosofia, musica, pittura e danza. Per poter essere ammessi al Bohemian era infatti necessario praticare almeno una delle sette arti.

Col tempo, però, il volto del club cambiò: vi entrarono uomini d’affari, politici, generali, magnati dell’industria e della finanza. Le ingenti donazioni modificarono profondamente lo spirito originario. L’anima artistica del Bohemian Club cedette così il passo a interessi più strategici, trasformando il raduno annuale in un esclusivo salotto del potere globale.

Dell’antico Bohemian Club (B.C.) hanno fatto parte molti presidenti degli Stati Uniti, prevalentemente repubblicani e numerosi petrolieri. Oltre ai Bush padre e figlio, vi figurano Herbert Hoover (che amava definire il B. C. “il più grande party maschile della Terra”; maschile perché le donne – prostitute d’alto bordo a parte – vi sono rigorosamente escluse); e c’erano anche Dwight Eisenhower, Richard Nixon, Gerald Ford, Ronald Reagan e Bill Clinton. Tutti sedettero dinnanzi al laghetto al centro della boscaglia, quel laghetto sulle cui sponde si svolgono ogni anno la cerimonia sacrificale notturna in onore del Grande Gufo e le adunanze in occasione dei “Discorsi sulla riva del lago”, in cui si parla di religione, filosofia, scienza, economia e politica, o meglio di come controllare completamente il pianeta. (1*)

La Sacra Sonoma
Il territorio che ospita il Bohemian Grove è conosciuto da alcuni con il nome evocativo di “Sacra Sonoma” e un tempo era abitato dalla tribù dei Pomo, nativi americani che consideravano queste terre cariche di significato spirituale. In questa zona si trovavano anticamente luoghi cerimoniali legati alla morte e alla trasformazione, tra cui un percorso noto come la “Via della Morte”, dove si svolgevano riti di cremazione e offerte sacre. Secondo alcuni studiosi e appassionati di esoterismo, il Bohemian Grove sorgerebbe proprio sull’incrocio di due linee energetiche — le cosiddette ley lines, ipotetici percorsi di forza che attraverserebbero la Terra collegando antichi luoghi sacri. Questo sistema di allineamenti simbolici, teorizzato agli inizi del ’900 da Alfred Watkins, è stato ripreso da molte scuole spirituali e tradizioni misteriche per spiegare la singolarità di certi territori. La carica simbolica e rituale del luogo continua così ad alimentare ipotesi e suggestioni: per alcuni, si tratterebbe di un terreno fertile per pratiche iniziatiche o culti oscuri; per altri, è semplicemente un bosco carico di memorie, dove l’eco dei riti passati continua a vibrare sotto le radici delle sequoie. Quel che è certo, è che ancora oggi il Bohemian Grove continua ad attrarre ricercatori dell’occulto, appassionati di mistero e gruppi iniziatici affascinati dal potere silenzioso che aleggia tra quei tronchi secolari. Ed è proprio in questo luogo così ameno che, dal 1943, il Bohemian Club organizza ogni estate un campo estivo della durata di due settimane, riservato esclusivamente agli uomini. A parteciparvi sono migliaia di invitati provenienti dal mondo politico, economico e industriale, accuratamente selezionati tra i “potenti della Terra”.

Il gufo gigante: il Moloch
Ciò che colpisce maggiormente all’interno del Bohemian Grove è la presenza imponente di un gigantesco gufo in pietra, alto circa 12 metri, chiamato Moloch: un nome che dice tutto!
Già, perchè non si tratta di una semplice associazione simbolica, poiché è proprio davanti a questa statua che domina il bosco che ogni anno, si svolge una cerimonia chiamata Cremation of Care. Ma prima facciamo un passo indietro e osserviamo più da vicino chi era il Moloch

Moloch, nelle antiche culture mediorientali, era una divinità associata al fuoco e al sacrificio. Secondo diverse fonti storiche e testi biblici — tra cui il Levitico 18:21 e 20:2–5, Geremia 7:31 e 2 Re 23:10 — in suo onore venivano compiuti sacrifici umani, soprattutto di bambini, che venivano immolati e bruciati come offerta. I Cananei veneravano Moloch nella valle di Hinnom, luogo maledetto dalla tradizione e trasformato in epoca del re Giosia in una discarica a cielo aperto, dove il fuoco ardeva ininterrottamente. Proprio da questo luogo deriva il termine Geenna da “Geh-Hinnom” (valle di Hinnom), parola usata nei Vangeli per indicare l’inferno: un posto di dolore, distruzione e condanna eterna, proprio per il suo passato legato ai sacrifici. Gesù stesso ne fa riferimento più volte in Matteo 5:22, 10:28; Marco 9:43; Luca 12:5, attribuendole appunto il significato di luogo di punizione definitiva, in cui “l’anima e il corpo” possono perire tra fiamme eterne.

È curioso che proprio quella valle, un tempo teatro di riti e condanne, sia oggi parte della Gerusalemme storica: un’area silenziosa e senza residenti, ma ancora carica di significato. L’antico fuoco che ardeva nella Geenna ha lasciato spazio a un paesaggio più quieto, ma il simbolo resta vivo, come memoria collettiva di ciò che brucia e consuma.
E così, in un’altra parte del mondo — lontano nello spazio, ma non nel linguaggio dei simboli — è proprio davanti alla rappresentazione di una divinità così oscura che, ogni anno, i membri del Bohemian Club celebrano un rituale notturno in abiti druidici. Tra canti, giochi di luce e fuoco, officiato in pieno stile teatrale, ciò che accade resta — da decenni — materia di interrogativi, sospetti e inquietudine.
Particolarità: il logo del Club è ovviamente un gufo.

Spesso, nelle culture antiche come in quelle moderne, il gufo è considerato un animale portafortuna: simbolo di saggezza, visione notturna e protezione spirituale.
Nel contesto dei druidi, ad esempio, è associato alla conoscenza silenziosa dei mondi nascosti, al sapere che si manifesta solo nel buio. Tuttavia, al Bohemian Grove, questo gufo — pur evocando a tratti potere occulto e mistero — porta un nome ben preciso e tutt’altro che benigno: Moloch.
Un’identificazione tutt’altro che casuale: emblematica, potente, inquietante. Un chiaro richiamo a una divinità legata alla distruzione, al fuoco, al sacrificio. E anche se nella tradizione iconografica e rabbinica Moloch era rappresentato come una statua in bronzo con testa di toro (o vitello), corpo umano e braccia protese, simile a un forno rituale in cui la fiamma interna consumava l’offerta, l’effetto evocativo resta fortissimo.
Secondo le fonti antiche, i sacerdoti battevano tamburi per coprire le grida dei bambini sacrificati, impedendo così ai genitori di reagire. Rashi, nel XII secolo, parla addirittura di sette nicchie nella struttura, con una specificamente riservata ai bambini: uno scenario che trasforma il simbolo in un abisso di terrore.
E allora viene da chiedersi: per quale ragione — difficile da comprendere — i “bohemian” hanno voluto attribuire a un animale tradizionalmente positivo come il gufo un nome che evoca violenza, morte e orrore rituale?
Il rito della Cremazione
Il primo sabato del “campo estivo” si celebra uno dei momenti più emblematici e controversi del Bohemian Grove: il rito della “Cremation of Care” — letteralmente, “cremazione dell’affanno”.
Si tratta di una sorta di processione funebre notturna, in cui alcuni membri, vestiti con tuniche rosse e portatori di bastoni appuntiti, avanzano alla luce delle torce seguendo una bara rituale. Al suo interno si trova uno scheletro di legno con abiti femminili, figura simbolica che dovrebbe rappresentare il “Care”, ovvero la personificazione delle preoccupazioni, delle responsabilità morali, del peso del mondo.
Non è un dettaglio trascurabile che la figura del “Care” venga rappresentata con sembianze femminili. Una scelta che, a ben vedere, apre a riflessioni profonde: è forse il principio femminile a dover essere sacrificato? È la coscienza morale, l’empatia, la cura — tutte qualità tradizionalmente attribuite al femminile — a dover essere bruciata nel nome del potere? O c’è dell’altro?
Giunti ai piedi del gigantesco Moloch, tra fuochi pirotecnici, canti corali e suggestioni sonore, ha inizio una rappresentazione teatrale carica di tensione. Il “Care” viene bruciato in un falò cerimoniale: un gesto simbolico che, secondo la narrazione del rituale, servirebbe a liberare l’anima dall’angoscia, dall’etica, dal rimorso.
Visto dall’esterno però, l’intera scena appare come un psicodramma collettivo inquietante, con elementi oscuri e urla registrate che amplificano il senso di angoscia e ambiguità.

Il Santo Patrono
La segretezza è uno degli elementi fondanti del Bohemian Grove. Nulla accade per caso, nemmeno nei simboli scelti. Non è un dettaglio secondario che il santo patrono del Bohemian Club sia San Giovanni Nepomuceno, un presbitero boemo ucciso per annegamento su ordine del re Venceslao, per essersi rifiutato di rivelare i segreti uditi in confessione.
Proprio sulle rive del lago artificiale dove si svolge il rituale, si trova una statua in legno del santo, rappresentato in abiti clericali con l’indice premuto sulle labbra: un gesto universale che invita al silenzio. Un simbolo potente, che non lascia dubbi: ciò che accade al Grove, resta al Grove.
E i suoi segreti — come quelli del santo martire — sono destinati a rimanere sepolti sotto le acque… o tra le sequoie.

Il Progetto Manhattan
All’interno del Grove sono stati — e continuano ad essere — pianificati importanti accordi politici e commerciali. Un episodio emblematico avvenne nel settembre 1942, quando si tenne una riunione chiaramente documentata presso il Grove. Durante quell’incontro vennero gettate le basi concettuali per il Progetto Manhattan, il programma top-secret che avrebbe portato alla bomba atomica e cambiato per sempre la storia del mondo. Tra i partecipanti spiccavano nomi di altissimo profilo: Ernest Lawrence e Robert Oppenheimer — quest’ultimo entrò alla riunione come membro non ufficiale dell’S‑1 Committee, suscitando particolare attenzione — insieme a Harold Urey, James B. Conant, Lyman J. Briggs, Eger V. Murphree e altri esponenti dell’S‑1 Executive Committee.

Vi erano inoltre ufficiali militari, i presidenti delle università di Harvard, Yale e Princeton, e rappresentanti dei giganti industriali come Standard Oil e General Electric, tutti riuniti sotto la protezione del silenzio tra le sequoie. Un momento storico, che testimonia come il Grove non fosse soltanto un teatro di rituali misterici, ma anche una cassa di risonanza reale del potere globale: accordi e strategie assunti tra simboli arcaici e convenevoli elitari.
Cosa accade in quel bosco?
Nel luglio 2000, il giornalista del San Francisco Chronicle Alex Jones si infiltrò nel Bohemian Grove assieme al suo cameraman Mike Hanson, riuscendo a filmare in segreto il rito della Cremation of Care, svolto sotto la statua del gufo chiamato Moloch. Un dettaglio davvero suggestivo: durante il rito, una registrazione della voce di Walter Cronkite, celebre anchorman della CBS, veniva trasmessa dal gufo stesso, rafforzando l’atmosfera teatrale e misteriosa.

Il noto documentario Dark Secrets: Inside Bohemian Grove (2000) utilizza quel filmato come prova di ciò che Jones definì un “rito satanico”, con riferimenti cananei e luciferini, inoltre trovò particolarmente inquietante l’idea che personaggi di incredibile potere, ma coinvolti in questi drammi notturni, potessero condizionare decisioni politiche ed economiche.

Infine, al di là delle esternazioni omofobe di Nixon — che parlò apertamente di “perversioni” legate al Grove —, è stato documentato che ogni anno vi prendono parte anche attori e attrici del mondo pornografico: un dettaglio che getta ulteriore ombra sulla natura reale di questi “ritiri spirituali”.

l documento diffuso da Jones ha dunque aperto uno scenario inquietante: personaggi che celebrano rituali sotto un gufo sacro e, contemporaneamente, decidono le sorti di milioni di individui.
Sacrifici simbolici umani, percorsi della morte, druidi in costumi, funerali fittizi… Possiamo credere o meno al satanismo, ma il solo pensiero che queste figure officino rituali e influenzino l’economia mondiale, ci spinge a riflettere: quante delle nostre vite sono davvero nelle mani di persone – ritualmente collegate al potere e mentalmente sane?
Rossella Tirimacco
A seguire video di “particolare” interesse storico
IL RITO DELLA CREMAZIONE (a partire dal minuto 7,17)
Leggi anche : DENTRO IL MISTERO DI BOHEMIAN GROVE: SEGRETI, RITI E POTERE DEI LEADER MONDIALI
(1*) Citazioni e fonti
