“Perché Sanremo è Sanremo”, recitava un famoso slogan, e in effetti non potrebbe essere altrimenti quando si parla di uno dei maggiori fenomeni sociali della cultura italiana. Nato per incentivare il turismo nei periodi morti, il festival di Sanremo, nasce un po’ per caso nel 1951, affermandosi lentamente nel corso degli anni come la più importante kermesse canora italiana. In settant’anni, di strada ne è fatta, e ad oggi, quello che un tempo era un semplice “festival della canzone” è diventato uno dei più grandi eventi mediatici italiani seguito da milioni di spettatori.
La manifestazione di quest’anno è stata particolarmente “ricca” di chicche e di trovate pubblicitarie che hanno attirato inevitabilmente le attenzioni della stampa, pronta a riempire titoli e spazi dei giornali per due settimane circa.

Ho seguito anch’io Sanremo (a pezzi). Qualcuno mi ha chiesto il perché. La mia risposta è stata “perché no?“. Amo la musica da sempre, ne ho persino scritto un libro e Sanremo comunque rappresenta uno spaccato della musica italiana, per me frutto di riflessioni sul livello della società attuale, cosa che la musica, come tutte le arti in genere riesce a descrivere benissimo.

Innanzitutto si realizza che l’assenza di contenuti musicali di spessore, viene sostituita dal chiacchiericcio abilmente creato dal sistema mediatico. La musica italiana, negli ultimi anni sta scivolando infatti sempre più in basso, e questo grazie ad un sistema che non premia il vero talento, né richiede delle reali capacità artistiche, ciò che conta è quanto il personaggio faccia spettacolo, e quanto riesca ad avere un certo seguito soprattutto in rete. Se poi l’artista o presunto tale è in grado di stupire il pubblico e riesce a far leva sulle emozioni di chi osserva o ascolta, con molta probabilità ottiene una corsia preferenziale per Sanremo.

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Junior Cally

La scelta quindi di personaggi discutibili su un palco come quello dell’Ariston, è voluta proprio per fare audience. Un Achille Lauro, o un Junior Kelly, strano a dirsi, hanno dato  e continuano a dare, cibo in quantità  ai numerosi  giornalisti che hanno riempito le pagine delle loro testate. E non serve indignarsi, certe scene fanno parlare del festival.
L’Italia parla del festival.
Gli organizzatori sono soddisfatti.
Se poi un tipo come Achille Lauro, sarà ricordato più per i suoi look discutibili e ridicoli, che per le sue canzoni, poco importa. Ciò che conta, per questo particolare artista è l’esser riuscito a smuovere le emozioni del pubblico. Ha ottenuto la nostra attenzione.
Parliamo di lui.
L’Italia parla del festival.
Gli organizzatori sono soddisfatti.

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Achille Lauro, il look della serata finale

Stesso vale per il teatrino della Leotta, che parla di bellezza. Ok, confesso che ho avuto dei momenti di autentico stupore di fronte al suo monologo. Però, è evidente che anche in questo caso gli autori hanno centrato l’obiettivo e oggi si parla di una Leotta che ha trattato “il peso della bellezza”. E in effetti le parcelle dei chirurghi plastici sono pesanti… dicono.                                                                                                                                                    L’ Italia parla del festival.
Gli organizzatori sono soddisfatti.

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Diletta Leotta

Un Benigni che ricicla (di nuovo) il Cantico dei Cantici,  per la modica cifra di trecentomila euro e alza un polverone per aver dissacrato un testo biblico.
L’Italia parla del festival
Gli organizzatori sono soddisfatti

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Roberto Benigni 

Amadeus che sceglie alcune donne come vallette, dichiarando che il settantesimo festival è dedicato alla donna, e adducendo di averle  preferite   per meriti non ancora ben chiari, come ad esempio la capacità della fidanzata di Valentino Rossi di “saper stare un passo indietro”. Cosa abbia spinto poi Amadeus a scegliere Georgina Rodriguez, compagna del giocatore Ronaldo, nella co-conduzione del festival, non ci è dato saperlo.
E la stampa attcca Amadeus dandogli del sessista.
L’Italia parla del festival
Gli organizzatori sono soddisfatti

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Georgina Rodriguez con Amadeus

E la musica?
La musica è finita… basta ascoltare un po’ di pezzi per accorgersi il  basso livello di un certo tipo di musica come poteva essere quella melodica, e non solo quella melodica.
Del resto, quando una Elettra Lamborghini, può salire sul palco dell’Ariston e definirsi cantante, senza saper cantare, allora ti accorgi che siamo entrati nell’epoca delle bestemmie musicali.
L’Italia parla del festival
Gli organizzatori sono soddisfatti

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Elettra Lamborgini 

Morgan che le “canta” al povero Bugo. Una scena penosa e triste che vede Marco Castoldi che inveisce i suoi malumori a suon di musica contro il suo compagno d’avventura alla kermesse sanremese. La voglia di vendette trasversali, nata per via della pessima esibizione della sera precedente, che aveva visto i due artisti, cantare senza avere cognizione del significato di “cantare in due”, si è poi manifestata in diretta, di fronte a milioni di telespettatori, con la fuga di Bugo e la squalifica per entrambi.
L’Italia parla del festival
Gli organizzatori sono soddisfatti

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Morgan e Bugo durante l’esibizione della squalifica

 

La kermesse sanremese era nata per caso,  e in settant’anni ci ha regalato meravigliosi pezzi, straordinarie canzoni che hanno fatto il giro del mondo. La gran parte degli artisti del panorama musicale italiano, sono saliti almeno una volta su quel palco.

Sanremo era un momento d’incontro tra la musica e i telespettatori e ascoltatori. Poi, qualcosa è cambiato,  e Sanremo diventa qualcos’altro, la gara in sé non è più la vera protagonista. Protagonisti diventano invece gli abiti dei grandi stilisti, i super ospiti, le “notizie”, il clamore, i fiori, le paparazzate… mentre la musica diventa sempre più silenziosa, al punto che dopo un po’, a parte alcuni casi, nessuno la ricorda più. Numerosi saranno infatti gli artisti che finiranno nel dimenticatoio, o canzoni che dopo una stagione nessuno ricorderà più.

Eppure, la capacità degli artisti italiani di saper fare musica di grande spessore non è in discussione… ma qualcosa evidentemente non funziona… o forse, semplicemente “è questa la musica che noi italiani desideriamo” o forse è questa la musica che ci sta rappresentando. Chissà…

Ad ogni modo, anche quest’anno il festival ci ha regalato vere emozioni, e anche alcune belle canzoni, che si sono manifestate come perle rare.

Vince il festival di Sanremo Diodato con il brano “Fai rumore”, al 2° posto Francesco Gabbani con la canzone “Viceversa” e infine al 3° posto i Pinguini Tattici Nucleari con “Ringo Starr”.

Ps. Circa Junior Cally,  a prescindere dal  suo repertorio discutibile e che condanno aspramente per l’utilizzo di parole violente,  valuto positivamente il pezzo presentato a Sanremo “No, grazie”. Spero vivamente per lui, che questo possa essere  un momento per far emergere la vera arte che possiede dentro di sé.

Su Achille Lauro invece… che dire, le sue entrate in scena sono state il momento più divertente dell’intero festival! Il peggio del trash!

Tutti parlano di Sanremo                                                                                                          L’Italia parla del festival
Gli organizzatori sono soddisfatti

Perché Sanremo è Sanremo

 

Rossella Tirimacco