Da molti anni ormai, la parola d’ordine è diventata “ringiovanire”. Sempre più si assiste ad un fenomeno dilagante che parte dalla semplice crema “miracolosa”, la cui funzione sarebbe quella di “riportare indietro nel tempo” chi ne fa uso, ai bisturi per “tagliare, gonfiare, sminuzzare, frantumare” rughe e qualsiasi altro segno che il tempo ha lasciato sul volto del malcapitato.
Il fattore estetico è una parte importante per ogni individuo,  infatti il corpo “è la casa” della psiche ed è il primo spazio dove essa si manifesta. In seguito si proietta nei luoghi dove abitiamo, poi nell’ambiente inteso come città ecc. Insomma, il corpo, parla di noi e del nostro vissuto, delle nostre emozioni, dei nostri dolori, delle nostre gioie. Ed è con il corpo che trasmettiamo i vari concetti di bellezza, che variano da una cultura ad un’altra e da individuo a individuo. Mi riesce quindi difficile comprendere i messaggi che oggigiorno passano inerenti al concetto di bellezza. Innanzitutto cosa vuol dire apparire più giovane, o ringiovanire? Ringiovanire rispetto a chi? C’è forse un metro che stabilisce come dovrebbe “apparire” una donna di quaranta anni? O una di cinquanta? O sessanta? Se già i canoni di bellezza sono diversi da un Paese ad un altro, in base a cosa si vuol stabilire addirittura l’età di un individuo? E poi… perchè questo martellamento nell’uso della parola “ringiovanire”? E’ come se stessimo dicendo al nostro inconscio che siamo sbagliati, che la nostra età “NON VA BENE”. Quante sofferenze inutili ci sono dietro il concetto di età? Sofferenze del tutto gratuite, in cui si combatte contro se stessi, in una lotta che prima o poi condurrà in analisi dal terapeuta.
Il tempo è un tema che ho trattato più volte, soffermandomi spesso su come questo sia solo una nostra “interpretazione” del movimento, (il tempo lineare NON ESISTE) e che che inevitabilmente finisce per influenzare la nostra esistenza più per via dei nostri “pensieri” che per i reali effetti temporali.
Mi chiedo, perché mai una donna di 40,50,60,70 anni, dovrebbe sentirsi sbagliata? Perché mai dovrebbe “fermare il tempo”? Perché deve arrivare al punto di doversi vergognare della propria età e addirittura nasconderla? Perché questa follia? Lo stare bene, sentirsi in forma, curarsi, coccolarsi con cure di bellezza, non ha nulla a che fare con il concetto di età. Ognuno di noi ha un’età anagrafica, ma non è associabile in maniera univoca con la “rappresentazione” del nostro corpo, e che varia da individuo a individuo.
Purtropppo la scarsa autostima di molti individui e la poca accettazione di se stessi, grazie ad un sistema mediatico che bombarda costantemente con immagini di canoni di bellezza “irraggiungibili”, ha messo in piedi un secondo fenomeno di tipo economico “la moda del ringiovanimento”. Ed è così che dietro le insicurezze di molte donne (e uomini) ruota un mercato vertiginoso di creme, cremine, filler, ormoni, diete dimagranti, integratori, terapie, maschere per ringiovanire di venti anni in meno ecc. Ovviamente, non esistono miracoli, ma solo il prendersi cura di sè, però il messaggio che passa è “ringiovanimento”. Infatti, come tanti cani di Pavlov, basterà usare tale parolina magica, ed ecco che una semplice crema idratante farà un picco di vendite.
Morale: amarsi, prendersi cura di noi stessi è imperativo, dobbiamo tenerci in forma e sentirci bene quando guardiamo allo specchio; il voler però “eludere” la propria età, accettando un messaggio come quello del “ringiovanimento”, è solo un torto fatto a se stessi. La nostra età è quella che è, e poco importa ciò che “dimostro”, visto che vediamo tutti in maniera diversa, magari per alcuni dimostro quaranta anni, per altri quarantacinque e così via, quindi il “dimostrare” non vuol dire assolutamente nulla. Conta però come ci si sente e come ci si relaziona con il proprio corpo, che di certo “NON E’ MAI SBAGLIATO” e nonostante qualche chilo in più, nonostante qualche ruga data dalle troppe risate, è perfetto ai nostri occhi.
Amarsi è anche questo “non permettere a nessuno di sentirsi sbagliati”.

 

Rossella Tirimacco