«Quando un bambino subisce un grave trauma, per sopravvivere crea una barriera di amnesia tra la personalità che affronta il problema e quella che cerca di andare avanti come se nulla fosse accaduto. Da adulto, basterà un rumore per far riemergere la personalità del bambino»

Remy Aquarone

Quello del “disturbo dissociativo dell’identità” comunemente ed erroneamente noto con il nome “personalità multiple”, è un argomento così complesso e in parte ancora da scoprire.
I casi che più sono arrivati alla ribalta, hanno portato all’attenzione del pubblico un tema controverso e nello stesso tempo affascinante su cui sono stati versati fiumi d’inchiostro. Quando un argomento “tira”, il cinema fa abbastanza in fretta a creare una sceneggiatura in grado di catturare l’attenzione del pubblico facendo pressione sul suo lato emotivo (paura, sorpresa, speranza, tristezza, rabbia). La letteratura, insomma, abbonda di opere che trattano l’argomento, basti pensare ad esempio, ai grandi maestri del cinema e della letteratura che si sono ispirati per le loro opere al disturbo dissociativo dell’identità; a partire da Stevenson con “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”, Hitchock con “Psyco” Stephen King, David Fincher con “Fight Club”, Shyamalan con “Split” uno dei casi più emblematici del DID e di cui parleremo nell’articolo.

jekyl e hyde
In realtà, il disturbo venne definito e inserito nel DSM solo nel 1994, anche se uno dei primi casi di DID venne diagnosticato per la prima volta da Paracelso nel 1664.
Ma cos’è in realtà il disturbo dissociato dell’identità? Si tratta di un meccanismo di difesa messo in atto dal cervello per proteggere la persona che ha subito gravi traumi e abusi e che lo fa entrare in una specie di coma psicologico. Infatti, uno degli espedienti del cervello per superare un trauma è quello di “non ricordare” Detto in parole povere, all’interno dell’individuo, si formano altre parti che più volte prendono il controllo del comportamento dell’individuo, manifestando atteggiamenti, abilità, e a volte anche lingua differente. Persino l’età e il sesso, tra le varie parti può essere diverso.
Ben diverso è quando parliamo di subpersonalità (argomento trattato più volte e riportato all’interno del mio lavoro “Emozioni, tra Musica e Parole”), dove i personaggi presenti in noi e che si mostrano attraverso la “maschera” si alternano nella nostra vita a seconda della situazione o “palcoscenico” che avremo di fronte. Infatti, nessuno di noi può dire di “essere sempre uguale”, i nostri stessi comportamenti, decisioni, atteggiamenti cambiano costantemente. Se noi guardiamo con attenzione alla nostra personalità non riusciremo più a immaginarcela come una realtà unica e monolitica ma saremmo portati a rappresentarla come un insieme di parti, veri e propri personaggi che vestiti con gli abiti più diversi e calati nei loro diversi ruoli cercano espressione sotto i riflettori del palcoscenico della nostra vita interiore e di relazione. (1*)
Il corpo dell’individuo sofferente di DIM, al contrario, si ritrova invece ad ospitare diverse persone che non si conoscono e che lui stesso ignora. Persone che hanno storie, abitudini, atteggiamenti, ricordi totalmente diversi tra di loro. Un corpo affollato come in “Una stanza piena di gente”, il caso di Billy Milligan, un criminale statunitense che ospitava dentro di sé ben 24 personalità diverse.
La storia di Billy venne riportata da Daniel Keyes in un libro dal titolo appunto “Una stanza piena di gente”.

copertina una stanza piena di gente

In seguito, il cinema diede il suo contributo con il film “Split”, ispirato appunto dalla storia di Billy.

Billy nasce a Miami Beach nel 1955, è un bambino come tanti altri, questo fino all’età di quattro anni, quando i primi traumi, legati ad un’infanzia piuttosto burrascosa, con un padre depresso e alcolizzato che morì suicida da lì a poco, costringeranno sua madre a trasferirsi altrove. Forse è da questo momento che la personalità di Billy inizia a scindersi per la sua salvezza. Ogni rappresentazione traumatica, sarà relegata ad un compartimento mentale differente. Il conflitto non è ammesso, il suo Sé deve difendersi, deve distanziarsi da un trauma incontenibile. Il suo Sé comincia a disgregarsi per sopravvivere e proteggere il suo mondo interno, seppur in forma scissa.(2*)
La madre, nel frattempo tenta di rifarsi una vita con un uomo. Le sue “ferite interne” la getteranno però tra le braccia Johnny Morrison, un comico con problemi d’alcol e di gioco d’azzardo.

Ma sarà solo nel 1963, quando la donna deciderà di sposarsi con Chalmer Milligan, un uomo disturbato che presto comincia ad abusare sessualmente di Billy, che il mondo del ragazzo andrà completamente a pezzi.

split
Split, una scena del  film del 2016, diretto da M. Night Shyamalan

 

A quindici anni viene ricoverato per la prima volta in un ospedale psichiatrico, il Columbus State Children’s Hospital, dove il dottor Harold T. Brown gli diagnosticò una “nevrosi isterica con aspetti passivo-aggressivi”. Gli scorci di “lucidità” diventano sempre più rari, e causano per di più sensazioni di forte disorientamento. D’altronde, l’alternarsi di gente sempre nuova, lo porta a fare i conti con un’amnesia dissociativa, che lo mette nelle condizioni di vivere una marcata discontinuità del senso di sé e della consapevolezza delle proprie azioni. L’unica “salvezza” diviene il suicidio…o un tentativo, quantomeno. La prima volta accade a sedici anni, quando sale sul tetto della scuola per gettarsi di sotto. In quell’occasione una delle personalità prima citate, Ragen, prende il controllo totale della sua coscienza, di quel Billy “non integrato” e stanco, impedendogli di uccidersi.
In seguito a quello spiacevole episodio Billy viene tenuto per ben sette anni in un completo stato di incoscienza dalle sue personalità “dominanti”, evitando che possa mettere in atto altri atti inconsueti. Per questo lungo periodo i vari soggetti continuano ad alternarsi nel suo stato di coscienza, conducendo al suo posto la vita sociale che gli spetta, manifestandosi singolarmente a seconda delle situazioni da affrontare.

billi-milligan- da bambino
Billy da bambino

In tutto questo trambusto interno, riesce persino a sviluppare un piccolo sistema di leggi interne per provare a gestire in maniera coerente tutto quell’andirivieni di gente che si affollava in lui. Ogni alter è obbligato ad attenersi, pena il divieto di prendere possesso della sua parte cosciente. I “comandamenti” più rigidi e inflessibili prevedono che tutti osservino una totale castità, siano rispettosi di ognuna delle altre personalità, proteggano in primis donne e bambini, si concentrino nel costante sviluppo della propria area di competenza e, cosa quanto mai surreale, non dicano mai bugie.

Sembrerebbe bastare per tenere a bada una vita così travagliata, ma un nuovo e sconvolgente episodio di cronaca (“grazie” al quale ci è permesso di conoscere la sua storia) sconvolge definitivamente il già precario “equilibrio” instauratosi con tanta fatica nella sua mente.

billy milligan processo
Billy Milligan durante il processo

Nel 1977, all’età di ventidue anni viene arrestato con l’accusa di aver rapito, rapinato e stuprato in pieno giorno tre studentesse della Ohio State University. Durante il lungo processo, gli avvocati della difesa riescono a dimostrare che non può essere ritenuto responsabile dei crimini di cui è imputato, poiché ostaggio di una delle personalità (Adalana, per la precisione).

Durante gli anni passati tra istituti psichiatrici e tribunali, al dottor George Harding il merito di averlo aiutato a fondere in maniera conscia le sue 23 diverse personalità per scoprirne una nuova e definitiva che prende il nome di Maestro. Quella pace, però, non troverà mai completezza.

Durante il processo il mosaico di Billy si frantuma di nuovo portando il ragazzo a sprofondare nuovamente in uno stato di depressione, con tanto di tentativo di suicidio e fuga. L’ultima soluzione resta il manicomio criminale. Torna in libertà solo nel 1988, ritenuto non più socialmente pericoloso. Negli anni ’90 si trasferisce in California dove fonda una propria casa di produzione, la Stormy Life Productions. Muore di cancro nel 2014, all’età di 59 anni. (Marco Angelillo “Il curioso caso di Billy Milligan”3*)

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 Le 24 personalità 

Arthur, 22 anni londinese. E’ una delle due personalità dominanti ed è quella che, assieme a Ragen, decide chi, a seconda della situazione, deve “emergere”. Studia biologia e medicina, con un particolare interesse per l’ematologia. Conosce la lingua araba, che legge e scrive correntemente.
Ragen Vadascovinich, 23 anni. Iugoslavo. Definito il guardiano della rabbia. Assieme ad Arthur è l’altra personalità dominante. Ha un forte accento slavo- Conosce la lingua serbo-croata. Esperto di karate, è una personalità violenta e l’unica autorizzata ad usare le armi, ma è anche quella che deve proteggere le altre identità e occuparsi del loro sostentamento; per questo rapina banche e lavora come “protettore” dei traffici di stupefacenti e di armi. È colui che decide chi deve prendere il controllo nei momenti di pericolo. In più occasioni dimostra una forza incredibile (più volte manda in pezzi o stacca dal muro il gabinetto della sua cella di detenzione semplicemente a mani nude), grazie alla sua capacità di controllare e concentrare l’adrenalina e le secrezioni tiroidee.
Allen, 18 anni, dipinge e suona la batteria;
Tommy, 16 anni, esperto in elettronica e mago della fuga;
Danny, 14 anni, ha la fobia degli uomini (collegata agli stupri) e alla terra (nata quando Chalmer costrinse Billy a scavarsi una fossa per poi seppellirlo vivo); David, 8 anni, definito il “Guardiano del dolore” si manifesta all’esterno quando a Billy viene fatto del male, così da fargli “assorbire” tutto il dolore e risparmiarlo agli altri.
Christene, 3 anni, è chiamata la “bambina dell’angolo”, è dislessica ed è tata la prima personalità ad emergere prima ancora che il padre di Billy si suicidasse. Christopher, 13 anni, è il fratello di Christene.

Adalana, 19 anni, lesbica, è la personalità che commette materialmente gli stupi per sopperire al suo bisogno d’amore. Finirà tra gli Indesiderabili

 

Quelle che seguono, vengono definiti “Indesiderabili” Sono le personalità bandite da Arthur poiché giudicate pericolose per la libertà e la sopravvivenza delle altre. Hanno il divieto categorico di «uscire sul posto», ma non appena ne hanno l’occasione, approfittano dei sempre più frequenti “momenti di confusione” per sfuggire al controllo di Arthur e uscire all’esterno:
Philip, Kevin, Walter. April, Arthur, Ragen, Samuel, Mark, Steve, Lee, Jason, Robert Shawn 4 anni, Martin, Timothy.

Il Maestro 26 anni è la fusione di tutte le personalità, i talenti e i ricordi di ognuna di esse. È un autodidatta dai molteplici interessi: tutte le conoscenze vantate dalle varie personalità provengono dai suoi studi condotti in maniera autonoma. È il vero Billy Milligan.

Rossella Tirimacco

 

Il link per l’acquisto del libro Una stanza piena di gente”

 

 

Bibliografia:

Daniel Keyes “Una stanza piena di gente”

Un corpo solo, decine di personalità. Quando il cervello è come una cellula che continua a sdoppiarsi
Natura molteplice della personalità primarie 

(3*) Marco Angelillo “Il curioso caso di Billy Milligan”