“I cambiamenti climatici, provocati dall’uomo o da cause naturali, possono essere scongiurati da meccanismi artificiali di regolazione della radiazione solare”. Quali? C’è l’imbarazzo della scelta: prodotti chimici, metalli e cristalli, da immettere in stratosfera o in orbita terrestre, sotto forma di minute particelle.”

Edward Teller

L’uomo che pronunciò queste singolari affermazioni è Edward Teller, uno scienziato ebreo di origine ungherese, noto per la sua adesione a programmi di ricerca scientifica e tecnologica finalizzati alla produzione di nuove armi. Membro del Manhattan Project che portò alla realizzazione della prima bomba atomica durante la Seconda guerra mondiale, padre della bomba H sperimentata negli anni ’50 e con cui nel 1952, distrusse l’isola di Elugelab, nell’Oceano Pacifico. La creatività di Teller, sempre in fermento, lo portò ad ideare insieme ad altri esimi scienziati, l’operazione Plowshare, uno studio sull’utilizzo civile delle bombe atomiche.Con tale carriera alle spalle nel 1991 vinse il primo premio Ig Nobel (un premio parodistico) per la Pace «per aver dedicato la vita al cambiamento del concetto di pace quale era stato inteso sinora» grazieappunto al suo “impegno” come padre della bomba all’idrogeno e primo sostenitore del Strategic Defense Initiative o Guerre stellari.

Another nuclear crater has formed a lagoon
L’isola di Elugelab, dove ora vedete quel cratere un tempo vi erano piante, sabbia, animali e la popolazione locale che ci viveva.

 

Ma il genio di Teller non si fermò né alle due bombe né ad un fantomatico “scudo spaziale”, la sua “creatività” raggiunse il culmine nel 1997 alla veneranda età di 90 anni quando venne illustrata ad Erice durante il seminario sulle emergenze planetarie il suo grandioso progetto di ingegneria planetaria dal titolo esplicito: “Effetto serra e glaciazioni. Prospettive per un meccanismo di regolazione dei cambiamenti globali su basi fisiche”. 1*

edward-teller
Edward Teller- Budapest, 15 gennaio 1908 – Stanford, 9 settembre 2003

Scrive Foresta Martin Franco in un articolo del 14 settembre 1997 sul Corriere della Sera:
Teller sarebbe dovuto intervenire personalmente al seminario di Erice, ma gli acciacchi della sua tarda eta’, glielo hanno impedito: al suo posto ha parlato il suo allievo Lowell Wood, che è il secondo firmatario del progetto. Secondo Teller e Wood i tempi sono maturi per sperimentare una serie di “scatterers”, ossia di dispositivi per la diffusione della radiazione solare, che possono essere impiegati per modulare, a piacimento, le temperature medie globali. “Da più parti viene suggerito che, per prevenire il surriscaldamento globale, dovuto alle emissioni di gas serra nell’atmosfera da parte dell’uomo, si debba ricorrere a riduzioni dei consumi energetici concordate su basi internazionali. Tali limitazioni comportano un impatto economico stimato in 100 miliardi di dollari all’anno. Ebbene noi, a costi inferiori alla centesima parte di questa cifra, suggeriamo l’impiego di scatterers che rimandino indietro nello spazio circa l’uno per cento della radiazione solare che oggi arriva sulla Terra: tanto quanto basterebbe per scongiurare il surriscaldamento globale. D’altra parte quando, come ci si aspetta, arriverà una delle cicliche ere glaciali, un analogo tipo di scatterers potrebbe essere impiegato per impedire l’uscita di quel tre per cento della radiazione termica terrestre necessario per mantenere le nostre temperature medie ottimali ed evitare che il nostro pianeta precipiti nel gelo delle glaciazioni”.

Lowell Wood,
Lowell Wood e Edward Teller

 

Gli scatterers di cui Teller e Wood propongono la rapida sperimentazione sono di diversi tipi e dovrebbero essere collocati in diversi luoghi dentro o fuori il pianeta, al fine di verificarne la funzionalità e l’impatto ambientale. Eccoli in ordine crescente di efficienza nella diffusione della radiazione solare.

1) Spray di ossidi di zolfo (SO2 o SO3) da disperdere in stratosfera, emulando un’emissione simile a quella prodotta dal vulcano filippino Pinatubo;

2) particelle di alluminio allo stato cristallino (Al2O3) da immettere in stratosfera attraverso i getti di missili;

3) minuscole pagliette di metalli a elevata conducibilità da distribuire o in stratosfera oppure in orbita terrestre;

4) palloncini volanti ricoperti di un sottile film metallico, del tutto simili a quelli usati per gioco dai bambini, da liberare dal suolo fino alla stratosfera;

5) particelle submicroscopiche di perfluoroidrocarburi con capacità di diffondere la radiazione solare per risonanza, da collocare in stratosfera.

Assicurano Teller e Wood, che nel caso della collocazione stratosferica, sarebbe possibile variare la quantità degli scatterers anche in funzione della latitudine, in modo da creare una serie di bande parallele all’equatore per arrivare così ad una “regolazione fine” della radiazione solare, a seconda delle esigenze. Quanto alla massa totale del materiale necessario per ottenere gli effetti desiderati, essa varia dai milioni di tonnellate (caso degli scatterers meno efficienti) alle migliaia di tonnellate (scatterers più efficienti). Ciò che ha più colpito la platea di Erice non è tanto l’eccesso di innovazione e di stravaganza del progetto (gli scienziati statunitensi ci hanno abituato a fascinose fughe in avanti), quanto la totale mancanza di sensibilità ambientale che lo contraddistingue. Risolvere l’effetto serra nei termini proposti da Teller significa rimuovere del tutto la questione degli sprechi e dell’inefficienza energetica, a danno totale del pianeta che si afferma di voler salvare.*

 

Annotazione:

Pare che Edward Teller non sia stato d’accordo con l’individuare nell’aumento del CO2 la causa di tutti i mali. Nel 1997, stesso anno in cui presenta ad Erice il suo “scudo“ di aerosol in atmosfera (strumento adatto sia al raffreddamento che al riscaldamento artificiale del pianeta), insieme ad altri 31.478 scienziati statunitensi il dottor Stranamore (Teller) firmò una petizione che respingeva l’accordo sul riscaldamento globale di Kyoto, accordo che mette al centro della sua battaglia il CO2 come nemico numero uno del clima. (2*)

L’Italia firma un accordo con gli Usa

Nel 2003, l’Italia stipula un accordo di collaborazione con gli Stati Uniti denominato “Cooperazione Italia-USA su Scienza e Tecnologia dei cambiamenti climatici”. Questo accordo, ufficialmente è volto allo studio dei fenomeni atmosferici, ma in realtà, come si deduce dai vari paragrafi del documento, implica la diffusione di sostanze chimiche dannose in atmosfera, tramite aerei opportunamente attrezzati, per verificare gli effetti delle stesse sulla biosfera. Il testo dell’annuncio nell’archivio del Dipartimento di Stato Usa

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Il nostro Paese è sicuramente un’area a rischio per le problematiche connesse ai cambiamenti climatici. Al di là della comprensione “accademica” se il nostro paese sia “predestinato” ad avere un clima “medio” diverso in futuro (ad esempio temperature più alte o precipitazioni minori, meno fenomeni nevosi, innalzamento dei mari Tirreno e Adriatico), è necessario prestare molta attenzione anche alle eventuali modifiche nella frequenza di accadimento di eventi meteo-climatici anomali: periodi di caldo anomalo, precipitazioni molto intense, eventi temporaleschi grandinigeni, ecc.
Una maggior frequenza di precipitazioni più intense avrebbe sicuramente un impatto devastante nel nostro Paese, viste le condizioni di dissesto idrogeologico in cui gran parte di esso si trova, come purtroppo è stato reso palese dai recenti episodi alluvionali che hanno colpito sia il Nord che il Sud d’Italia. Solo questo semplice esempio dovrebbe far riflettere sull’urgenza di conoscere adesso quali potrebbero essere gli scenari climatici futuri in modo da avere tempo sufficiente per pensare a possibili rimedi. (Allegato 4 pag 5)

Strane scie e punti luminosi (foto Rossella Tirimacco)

 

Interessante il punto 10 che in maniera chiara parla di ” Esperimenti di manipolazione degli ecosistemi terrestri “.

cambiamenti climatici

Leggi il testo completo dell’accordo Italia-Usa sul cambiamento climatico

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Inseminazione delle nuvole

 

E’ evidente che sulla base di tali accordi, c’è relazione sui mutati ed eccezionali eventi climatici negli ultimi anni, caldi anomali, nevicate eccezionali. Il clima sta di fatto cambiando, e questo Teller lo aveva più volte affermato “Attualmente il biossido di carbonio nell’atmosfera è aumentato del 2% rispetto al normale. Entro il 1970, sarà forse il 4%, nel 1980, l’8% nel 1990, il 16% (circa 360 parti per milione, secondo la contabilità di Teller), se continueremo con il nostro aumento esponenziale nell’uso del puro convenzionale combustibili. A quel punto, ci sarà un serio impedimento aggiuntivo per la radiazione che lascia la terra. Il nostro pianeta diventerà un po’ più caldo. È difficile dire se sarà 2 gradi Fahrenheit o solo uno o 5.
Ma quando la temperatura aumenta di alcuni gradi su tutto il globo, c’è la possibilità che le calotte polari inizieranno a sciogliersi e il livello degli oceani inizierà ad aumentare. Beh, non so se copriranno l’Empire State Building o no, ma chiunque può calcolarlo guardando la mappa e notando che le calotte di ghiaccio sulla Groenlandia e sull’Antartide hanno forse uno spessore di cinquemila piedi.

Il clima sta mutando per problematiche derivanti soprattutto dall’inquinamento ambientale, quanto però abbiano ulteriormente inciso le varie “simulazioni di scenari futuri” e riprodotte artificialmente, non possiamo saperlo. Del resto basta alzare gli occhi al cielo per rendersi conto di quanto quella che un tempo era una “volta celeste”, oggi sia un cielo anomalo… piena di scie di cui non sappiamo nulla, di scarichi di ogni tipo e di un colore innaturale. Persone come me e come altri che continuano a porsi domande, a documentare, a ricercare, vengono tacciati di “complottismo” e di non saper riconoscere delle semplici “scie di condensazione” degli aerei. In certi casi, purtroppo si può restare solo in silenzio e passare oltre, non ha senso rispondere a quanti sono ancora fermi alle “scie degli aerei”.  Informarsi non è difficile, i documenti sono facilmente reperibili, basta leggerli, e anche se non si ha voglia di leggere, basta alzare lo sguardo al cielo e porsi qualche domanda.
Il piano di Teller è stato messo in atto? Certamente… del resto ha vinto, non a caso un Ig Nobel per la Pace. Ci sarà da divertirsi…

 

 

Rossella Tirimacco

Fonti bibliografiche:

The Prudence project

1*«Global Warming and Ice Ages: I. Prospects for Physics-Based Modulation of Global Change».

Giuliano Toraldo di Francia “Scudo spaziale addio” articolo pubblicato su la Repubblica il 14-2-1989

Cooperazione Italia-USA su Scienza e Tecnologia dei Cambiamenti Climatici

Dossier Enea er lo studio dei cambiamenti climatici e dei loro effetti

Quando Teller spiegò le scie chimiche

2* Giulietto Chiesa, il CO2 e un necessario chiarimento

Barletta William A, Wegener Henning “Averting Disaster: Science For Peace In A Perilous Age – The Erice …

nogeoingegneria.com
Il giorno in cui Edward Teller illustrò l’operazione “scie chimiche”
terrarealtime